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Scrivere

La prefazione di un libro: come scriverla

La prefazione di un libro è una sezione introduttiva utile a stabilire la credibilità dell’autore e l’utilità, o importanza, del libro stesso. Non è l’autore del libro a scriverla, di norma, ma una persona competente e autorevole nella materia della quale il libro si occupa; oppure, una personalità che i potenziali lettori del libro ammirano e che gode della loro fiducia. E ancora, può trattarsi di una persona che, semplicemente, conosce il lavoro dell’autore o ha con lui/lei un rapporto diretto; o infine, di una persona che ha una connessione biografica con l’argomento del libro.

prefazione

Ti hanno chiesto di scrivere una prefazione a un libro di non-fiction e non sai bene come muoverti? Ecco una possibile scaletta. Naturalmente, puoi modificarla in parte o in tutto, così come ti suggerisce la tua creatività.

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Come trovare il tempo per scrivere

Scrivere un libro è un’impresa difficile, ma quando non si riesce a trovare il tempo per dedicarsi all’opera può diventare un’impresa impossibile. Il tempo per scrivere si comprime tra quello che va necessariamente dedicato ai mille impegni quotidiani, al lavoro, alla famiglia… per questo molti di noi rimandano all’infinito il momento in cui decideranno finalmente di iniziare, o portare a termine, la scrittura del loro libro. Ma qualche trucco per risolvere il problema, nella nostra esperienza, esiste! 😀

Trovare il tempo per scrivere: un orologio

Qui di seguito trovi alcuni espedienti che possono aiutarti a trovare il tempo per scrivere. Ma in primo luogo, tieni a mente il più importante: cerca di considerare l’appuntamento con la scrittura come un appuntamento irrinunciabile. Mancheresti a una riunione di lavoro con i tuoi capi? Certo che no. E allora, prova a comportarti nello stesso modo quando si tratta di scrivere: fai della scrittura la tua priorità, mettendo in secondo piano tutto il possibile.

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Stai scrivendo un manuale? Ecco tre suggerimenti utili

Ti accingi a scrivere, o magari stai già scrivendo un manuale? (In America li chiamano self-help books, libri di auto-aiuto). Vuoi spiegare al mondo come fare la birra in casa, avere un matrimonio felice, mettersi a dieta senza stress, gestire la classe senza farsi sopraffare dagli alunni o magari affrontare un weekend in barca a vela senza panico?

Per chi sta scrivendo un manuale: oggetti da bricolageEcco alcuni suggerimenti utili a catturare il lettore e rendere efficace la tua scrittura, nell’ambito di questo specifico genere di libro.

1. Mettiti nei panni del lettore (in your shoes, dicono gli anglosassoni) anticipando le sfide e i problemi che dovrà affrontare; e rassicuralo del fatto che potrà contare su di te, che gli fornirai tutte le soluzioni utili. Pagina dopo pagina, tu sarai il suo coach. In un manuale, la ricerca dell’empatia è fondamentale; così come l’incoraggiamento a superare gli ostacoli.

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Sì, dovresti scrivere. Oggi più che mai

Non c’è mai stato, nella storia, un periodo migliore di questo per mettersi a scrivere. Se la fortuna è un felice incontro tra capacità personali e circostanze esterne, tu sei uno dei più fortunati scrittori che siano esistiti — una delle più fortunate scrittrici che siano esistite. Ecco dieci buone ragioni per le quali dovresti dedicarti, oggi più che mai, all’arte della scrittura.

1. Tu, che scrivi, sei la persona più importante del mondo editoriale, perché rendi possibile il processo di pubblicazione. Gli agenti letterari, gli editori e i consulenti editoriali come noi dovrebbero cambiare mestiere, se non ci fossero gli scrittori.

2. Oggi ci sono molti più argomenti che in passato dei quali scrivere. L’espansione della consapevolezza, il progredire della scienza, le nuove problematiche etiche… tutto questo è materia viva di riflessione, e quindi di scrittura.

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Chiedi pareri sulla tua scrittura

Se quello dei mesi estivi è un buon periodo per scrivere — tutti, di norma, abbiamo più tempo a disposizione — può essere anche il momento migliore per far leggere il tuo inedito a uno o più lettori-beta: persone di tua assoluta fiducia che leggano il tuo testo prima di chiunque altro e ti diano un parere.

I pareri esterni sono di grande utilità, naturalmente: ti consentiranno di valutare l’efficacia con la quale il tuo scritto esprime quel che tu desideri esprima, e di comprendere se è in grado di suscitare l’interesse dei tuoi futuri lettori. Ma come scegliere la persona giusta a cui chiedere un parere?

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Dieci buone ragioni per avere un blog. Dello scrittore

Tu che scrivi e pubblichi, sia che lo faccia con la cosiddetta editoria tradizionale sia che utilizzi il self-publishing, dovresti proprio avere un blog. Per queste buone ragioni:

1. Diverse persone avranno la possibilità di conoscere il tuo “io” letterario, di conoscerti come scrittore/scrittrice, leggendo il tuo blog. Scrivere su un blog è ovviamente diverso dallo scrivere un libro – l’approccio con la scrittura non è lo stesso – ma la persona che fa le due cose sei sempre tu. Attraverso quel che scrivi sul blog, i tuoi lettori potranno arrivare a quel che scrivi nei tuoi libri.

2. Avere un blog intensifica la tua presenza online. Ci sarà un altro indirizzo web che contiene il tuo nome e potrai connettere il tuo blog alle tue pagine social e anche al tuo sito statico, se è un sito a parte.

3. Avere un blog ti consente di ottenere dei feedback. Se scrivi un post che suscita fermento nella rete (commenti, condivisioni), faresti bene a interrogarti su cosa esattamente dica quel post, e sul modo in cui lo dice. Magari da quel post potrà nascere un libro.

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Ma di che parla il mio libro?

Di che parla il tuo libro? Di cosa tratta il testo che hai scritto o stai scrivendo, a chi si rivolge, da quale tua esigenza è scaturito, chi potrebbe illuminare/ informare/ divertire, la consapevolezza di quale tipo di lettore/ individuo potrebbe sperabilmente ampliare?

EladeManu

Forse ti sarebbe utile esercitarti a descrivere sinteticamente, a voce, il senso e il contenuto del tuo testo (romanzo, saggio, sceneggiatura), in un modo che sappia suscitare l’attenzione e l’interesse immediati del tuo interlocutore. Non stiamo parlando della sinossi, ma di una presentazione orale di 30 secondi in tutto, quella che in inglese è denominata pitch.

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Non criticarti. Immagina, crea, scrivi!

Non solo presuntuosi, non solo faciloni. Il mondo degli aspiranti autori è anche composto, in buona parte, da persone che si sottovalutano; che, abituate a essere giudicate dagli altri, hanno fatto proprio questo comportamento; e quindi non riescono a non sentirsi sotto l’occhio critico di uno gnomo maledetto che, appollaiato sulla loro spalla, punta il dito sull’ultima frase partorita ed esclama: “No! Così non va!”.

Pat_Murray

Proviamo a non pensare nei termini di ciò che va e non va bene, ma piuttosto nei termini di ciò che tu, aspirante autore/autrice, hai da offrire. Non scriveresti se non avvertissi quest’azione come una necessità; giusto? Un bisogno dello spirito. Hai intenzione di ignorare il tuo spirito? Ignora, piuttosto, le voci che ti dicono che non hai abbastanza talento, intelligenza, o altro.

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