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Scrivere

Sì, dovresti scrivere. Oggi più che mai

Non c’è mai stato, nella storia, un periodo migliore di questo per mettersi a scrivere. Se la fortuna è un felice incontro tra capacità personali e circostanze esterne, tu sei uno dei più fortunati scrittori che siano esistiti — una delle più fortunate scrittrici che siano esistite. Ecco dieci buone ragioni per le quali dovresti dedicarti, oggi più che mai, all’arte della scrittura.

1. Tu, che scrivi, sei la persona più importante del mondo editoriale, perché rendi possibile il processo di pubblicazione. Gli agenti letterari, gli editori e i consulenti editoriali come noi dovrebbero cambiare mestiere, se non ci fossero gli scrittori.

2. Oggi ci sono molti più argomenti che in passato dei quali scrivere. L’espansione della consapevolezza, il progredire della scienza, le nuove problematiche etiche… tutto questo è materia viva di riflessione, e quindi di scrittura.

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Pareri, critiche e criticoni

Se quello dei mesi estivi è un buon periodo per scrivere (vacanze=più tempo a disposizione), è anche un buon momento per far leggere i nostri inediti ad amici e parenti, e ottenere quindi un parere esterno. I pareri sono importanti perché ci consentono di valutare l’efficacia con la quale esprimiamo quel che vogliamo esprimere, e di comprendere se siamo in grado di suscitare l’interesse del nostro potenziale lettore al punto da indurlo a voltare una pagina dopo l’altra.

Jean_maestra

Come ogni altra cosa nella vita, i pareri esterni possono essere positivi, negativi, utili, inutili. Come si fa a separare il buono dal cattivo, distinguere la critica sincera e costruttiva da quella puramente dettata dall’invidia? (Eh, già: succede.)

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Dieci buone ragioni per avere un blog. Dello scrittore

Tu che scrivi e pubblichi, sia che lo faccia con la cosiddetta editoria tradizionale sia che utilizzi il self-publishing, dovresti proprio avere un blog. Per queste buone ragioni:

1. Diverse persone avranno la possibilità di conoscere il tuo “io” letterario, di conoscerti come scrittore/scrittrice, leggendo il tuo blog. Scrivere su un blog è ovviamente diverso dallo scrivere un libro – l’approccio con la scrittura non è lo stesso – ma la persona che fa le due cose sei sempre tu. Attraverso quel che scrivi sul blog, i tuoi lettori potranno arrivare a quel che scrivi nei tuoi libri.

2. Avere un blog intensifica la tua presenza online. Ci sarà un altro indirizzo web che contiene il tuo nome e potrai connettere il tuo blog alle tue pagine social e anche al tuo sito statico, se è un sito a parte.

3. Avere un blog ti consente di ottenere dei feedback. Se scrivi un post che suscita fermento nella rete (commenti, condivisioni), faresti bene a interrogarti su cosa esattamente dica quel post, e sul modo in cui lo dice. Magari da quel post potrà nascere un libro.

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Ma di che parla il mio libro?

Di che parla il tuo libro? Di cosa tratta il testo che hai scritto o stai scrivendo, a chi si rivolge, da quale tua esigenza è scaturito, chi potrebbe illuminare/ informare/ divertire, la consapevolezza di quale tipo di lettore/ individuo potrebbe sperabilmente ampliare?

EladeManu

Forse ti sarebbe utile esercitarti a descrivere sinteticamente, a voce, il senso e il contenuto del tuo testo (romanzo, saggio, sceneggiatura), in un modo che sappia suscitare l’attenzione e l’interesse immediati del tuo interlocutore. Non stiamo parlando della sinossi, ma di una presentazione orale di 30 secondi in tutto, quella che in inglese è denominata pitch.

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Non criticarti. Immagina, crea, scrivi!

Non solo presuntuosi, non solo faciloni. Il mondo degli aspiranti autori è anche composto, in buona parte, da persone che si sottovalutano; che, abituate a essere giudicate dagli altri, hanno fatto proprio questo comportamento; e quindi non riescono a non sentirsi sotto l’occhio critico di uno gnomo maledetto che, appollaiato sulla loro spalla, punta il dito sull’ultima frase partorita ed esclama: “No! Così non va!”.

Pat_Murray

Proviamo a non pensare nei termini di ciò che va e non va bene, ma piuttosto nei termini di ciò che tu, aspirante autore/autrice, hai da offrire. Non scriveresti se non avvertissi quest’azione come una necessità; giusto? Un bisogno dello spirito. Hai intenzione di ignorare il tuo spirito? Ignora, piuttosto, le voci che ti dicono che non hai abbastanza talento, intelligenza, o altro.

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