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Scrivere

Come scrivere un libro di economia e business

Molte persone che hanno successo nel lavoro leggono avidamente testi specializzati: un libro di economia e business, il libro giusto al momento giusto, può essere di grande aiuto. Forse anche tu ami questo genere di libri. Forse hai letto libri come Mappe mentali, Le regole essenziali della leadership, La mucca viola, Le 22 immutabili leggi del marketing… e li hai riempiti di annotazioni per poi mettere in pratica le strategie che vi hai trovato, oppure per condividerle con i tuoi colleghi. Forse hai anche regalato uno di quei libri a un membro del tuo team.

Libro di economia e business: un gruppo di professionisti

E forse di tanto in tanto ti chiedi se non sarebbe opportuno che ne scrivessi uno a tua volta, perché un particolare argomento non è ancora stato approfondito o perché desideri condividere quel che hai appreso in anni di lavoro, in modo da essere di aiuto ad altri professionisti.

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Come scrivere un libro di auto-aiuto

Nella lingua originale si chiamano self-help book; noi potremmo parlare di auto-terapia o auto-sostegno, di libri sull’autostima o su come aiutare se stessi. Si tratta di un vero e proprio genere, la cui straordinaria diffusione nel mondo anglosassone (a partire dalla seconda metà del secolo scorso) è considerata un fenomeno postmoderno. Anche da noi, comunque, il genere è apprezzato: Come trattare gli altri e farseli amici / parlare in pubblico / vincere lo stress, Come essere felici in pensione, Come liberare il potenziale del vostro bambino, Come essere stoici… giusto per citarne qualcuno.

Come scrivere un libro di auto-aiuto: yoga nel bosco
Questi libri sono scritti in alcuni casi da psicologi, filosofi o pedagogisti, in altri da semplici persone che hanno avuto un’esperienza di crescita personale e desiderano raccontarla perché altri possano trarne beneficio. E se è vero che la bella stagione può essere un buon momento per intraprendere un progetto di scrittura, proviamo a dare qualche suggerimento utile a scrivere un libro che rientri nel filone.

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Scrivere sui social. E lasciarsi distrarre

Il collage di immagini che campeggia più in basso (trovato in rete: Sto scrivendo un libro. Ecco come mi immaginano all’opera…) risale a qualche tempo fa — e lo si vede sia dal fatto che Shakespeare vi è ritratto come appare in un film perlopiù dimenticato, sia dal fatto che il “passatempo” preferito dall’aspirante scrittore, secondo il collage, sarebbe il solitario di Windows. Che non fa più nessuno. Perché adesso la distrazione principale per chi scrive è rappresentata dai media sociali.

Scrivere sui social

Tu che scrivi, o provi a farlo senza riuscirci più di tanto, pensa un attimo alla tua giornata di ieri. Quante volte hai dato un’occhiata a Facebook e a Twitter? Quante volte il suono di un gruppo di WhatsApp ha allontanato i tuoi pensieri dai tuoi obiettivi creativi? Quante volte sei andato/a a controllarti la posta? A pensare alla quantità e qualità di distrazioni alle quali siamo soggetti, vien da dire che riuscire a portare a termine qualcosa che assomigli a un testo anziché a uno “status” è un miracolo.

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Scrivere: gli articoli più letti del 2016

Buongiorno e buon anno a tutti voi! Da oggi rientriamo in piena attività, e abbiamo deciso di pubblicare sul sito una sorta di classifica dei nostri articoli in tema di scrittura che hanno avuto il maggior numero di visualizzazioni durante l’anno appena trascorso. Si tratta quindi delle pagine più condivise, presumibilmente perché ritenute utili da chi le ha lette. 😉

  1. Al primo posto troviamo, ancora una volta, Come organizzare una serata di presentazione per un libro. Di successo. La nostra dettagliata esposizione dei passi da compiere per trarre soddisfazione da un evento così importante sembra non avere eguali.
  2. Il secondo articolo più letto è La prefazione di un libro. Come scriverla. Il titolo dice già tutto: chi ha qualche dubbio sul modo migliore in cui impostare la prefazione a un libro di non-fiction può trovarvi ispirazione.
  3. Segue Come scrivere la biografia dell’autore. Questa pagina in verità non si dilunga sull’argomento, ma rimanda ad alcuni ottimi consigli riportati su un altro sito.
  4. Come scrivere la quarta di copertina si occupa dei modi più efficaci in cui redigere un testo breve, ma di fondamentale importanza poiché è il primo testo a cui si accosta il potenziale lettore di un libro.
  5. Infine, Scrivere a quattro mani: pro e contro dell’avere un coautore. Il fatto che anche questa pagina sia tra le più lette ci fa pensare che la scrittura a quattro mani sia una tentazione per molti. Cedere o no? A voi la risposta!

Donne negli “anta” che scrivono

Alcune donne sono state “zittite” quand’erano bambine. Figure autorevoli hanno fatto capire molto presto a quelle piccole persone che era meglio evitassero di dire quel che pensavano con troppa decisione. Si preferiva in ogni caso che stessero tranquille, che non creassero trambusto, che non agitassero tanto le acque.

Donne che scrivono | Un computer

E non è accaduto solo in epoche remote. Forse accadeva anche fino a non molto tempo fa, se è vero che di questi tempi diverse donne di quarant’anni e oltre decidono di dedicarsi alla scrittura del loro primo libro. Finalmente. Lo desideravano da anni, forse fin da quand’erano bambine, ma per superare l’antica imposizione di star zitte può volerci molto tempo.

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Scrivere superando l’insicurezza

Ti è capitato di sederti davanti al computer — o comunque alla scrivania — e sentirti assalire da dubbi e insicurezze? Stiamo parlando di pensieri distruttivi di questo genere: “Ma in fondo sarò in grado di scrivere quello che vorrei? Ma cosa posso dire, io, che non sia già stato detto almeno mille volte? E poi chi sono io, per scrivere un buon libro?”.

Non è eccesso di etica, o sana autocritica. È mera insicurezza; qualcosa di radicato nel profondo; una spinta con la quale è opportuno interloquire.

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Scrivere dovrebbe essere una gioia

Una volta, alcuni anni fa, un docente di drammaturgia ci parlò della scrittura — in termini ironici — come di un atto sostanzialmente masturbatorio. Può darsi che avesse ragione, almeno in parte; ma per molti di noi la scrittura è soprattutto fatica. Una fatica bestiale. Sofferenza. Sudore. Qualcuno parla addirittura di vomitare e buttare sangue.

gioiaPensare alla scrittura come a un’azione estremamente complessa e faticosa può essere tra le ragioni che conducono molti di noi ad abbandonare l’opera prima di completarla, o addirittura di iniziarla.

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Perché vuoi scrivere questo libro?

La cosiddetta regola delle 5 W (Five Ws in inglese) è la regola principale dello stile giornalistico anglosassone. Le cinque W stanno per: Who? («Chi?»), What? («Cosa?»), When? («Quando?»), Where? («Dove?»), Why? («Perché?»). Sono considerate i punti irrinunciabili che devono essere presenti nella prima frase (l’attacco o lead) di ogni articolo, come risposta alle probabili domande del lettore che si accinge a leggere il pezzo.

Perché vuoi scrivere questo libro? Un tipo indeciso
Così dice Wikipedia. Proviamo a spostarci dalla scrittura di un articolo a quella di un libro, e a immaginare cinque domande che potremmo porci prima di metterci all’opera. Rispondere ci aiuterà a fare chiarezza, ci indurrà inoltre a utilizzare al meglio il nostro tempo e — soprattutto — ci porterà a scrivere un libro migliore.

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