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Scrivere

Scrivere con precisione e catturare il lettore

Nuove teorie del romanzo vengono escogitate di continuo. Ma la regola di base è: mantieni la mia attenzione. […] Il tuo obiettivo, come scrittore, è far si che il tuo lettore continui a credere nella tua storia, anche se entrambi sapete che si tratta di finzione.

Scrivere con precisione: una lente d'ingrandimento

Così afferma Margaret Atwood nel video di presentazione del suo corso di scrittura online (in inglese; volendo con sottotitoli, sempre in inglese).

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A proposito del punto esclamativo

Alcuni degli autori che abbiamo aiutato nel processo di scrittura, pubblicazione e promozione dei loro libri amano moltissimo i punti esclamativi. Li mettono dappertutto. Ne mettono anche due, tre, cinque di fila alla fine di una parola o di una frase.

Punto esclamativo: rappresentazione grafica

Esistono forme di scrittura nelle quali il punto esclamativo è più che ben accetto: la scrittura per il web, ad esempio. Anche in questo sito si trovano non pochi punti esclamativi. Quando si tratta di marketing, poi (Entra nel gruppo! Ascolta le tracce! Scopri di più!) gli esperti ne incoraggiano addirittura l’uso. Anche in alcuni tipi di email, come quelle nelle quali si richiede un colloquio, spruzzare il testo di un paio di punti esclamativi può comunicare al nostro interlocutore un senso di entusiasmo.

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Scrivi e basta. Non correggerti: lo farai dopo

Pare che Ernest Hemingway abbia affermato con assoluta convinzione: “La prima stesura di qualunque cosa fa schifo”. Che il grande americano lo pensasse o no, ripetersi questo mantra può avere una certa utilità; e non per darsi addosso, ma per evitare di soccombere al perfezionismo.

Scrivi e basta: un quaderno pronto ad accogliere parole

Perché la verità è che la ricerca della perfezione non porta da nessuna parte. Se non fai che domandarti, mentre scrivi, se quella parola, quella frase, quel paragrafo sono “giusti”, tutto quel che ne ricavi è un’alterazione dello stato creativo.

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Scrivere con gioia

Tu, che scrivi, prova a porti un obiettivo pieno di senso: quello di scrivere con gioia. Quello di cacciar via dalla tua psiche, per sempre, il sergente Foley e trasformare così la tua scrittura in un processo energizzante e appagante — il che molto probabilmente ti indurrà a scrivere un buon libro.

Scrivere con gioia: una ragazza che sorride

Ognuno di noi ha un sergente Foley dentro di sé, o forse pensa che sarebbe utile averne uno; che basterebbe un po’ di disciplina per scrivere di più e meglio. Be’, non è detto. (Non sai, o non ricordi, chi era il sergente Foley? Il simpaticone di questo vecchio film: qui sotto, una scena).
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Scrittura e organizzazione personale

Più volte ci siamo ritrovate ad affermare che quello con la scrittura dovrebb’essere un vero e proprio appuntamento da rispettare, così come si rispettano gli appuntamenti di lavoro. In questo modo si riesce a trovare il tempo per scrivere e si riesce anche a mettersi in una condizione di spirito positiva.

Organizzazione personale | Un tavolo da lavoro ben organizzato

Ma c’è di più. Applicando alla scrittura, così come a ogni altra attività creativa o meno, alcuni semplici principi relativi all’organizzazione personale, si riesce a fondere il talento con la pratica e a coltivare fruttuosamente il primo dei due. Provare per credere!

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Come scrivere un libro di economia e business

Molte persone che hanno successo nel lavoro leggono avidamente testi specializzati: un libro di economia e business, il libro giusto al momento giusto, può essere di grande aiuto. Forse anche tu ami questo genere di libri. Forse hai letto libri come Mappe mentali, Le regole essenziali della leadership, La mucca viola, Le 22 immutabili leggi del marketing e li hai riempiti di annotazioni per poi mettere in pratica le strategie che vi hai trovato, oppure per condividerle con i tuoi colleghi. Forse hai anche regalato uno di quei libri a un membro del tuo team.

Libro di economia e business: un gruppo di professionisti

E forse di tanto in tanto ti chiedi se non sarebbe opportuno che ne scrivessi uno a tua volta, perché un particolare argomento non è ancora stato approfondito o perché desideri condividere quel che hai appreso in anni di lavoro, in modo da essere di aiuto ad altri professionisti.

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Come scrivere un libro di auto-aiuto

Nella lingua originale si chiamano self-help book; noi potremmo parlare di auto-terapia o auto-sostegno, di libri sull’autostima o su come aiutare se stessi. Si tratta di un vero e proprio genere, la cui straordinaria diffusione nel mondo anglosassone (a partire dalla seconda metà del secolo scorso) è considerata un fenomeno postmoderno. Anche da noi, comunque, il genere è apprezzato: Come trattare gli altri e farseli amici / parlare in pubblico / vincere lo stress, Come essere felici in pensione, Come liberare il potenziale del vostro bambino, Come essere stoici… giusto per citarne qualcuno.

Come scrivere un libro di auto-aiuto: yoga nel bosco
Questi libri sono scritti in alcuni casi da psicologi, filosofi o pedagogisti, in altri da semplici persone che hanno avuto un’esperienza di crescita personale e desiderano raccontarla perché altri possano trarne beneficio. E se è vero che l’estate è spesso il momento migliore per realizzare un progetto di scrittura, proviamo a dare qualche suggerimento utile a scrivere un libro che rientri nel filone.

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Scrivere sui social. E lasciarsi distrarre

Il collage di immagini che campeggia più in basso (trovato in rete: Sto scrivendo un libro. Ecco come mi immaginano all’opera…) risale a qualche tempo fa — e lo si vede sia dal fatto che Shakespeare vi è ritratto come appare in un film perlopiù dimenticato, sia dal fatto che il “passatempo” preferito dall’aspirante scrittore, secondo il collage, sarebbe il solitario di Windows. Che non fa più nessuno. Perché adesso la distrazione principale per chi scrive è rappresentata dai media sociali.

Scrivere sui social

Tu che scrivi, o provi a farlo senza riuscirci più di tanto, pensa un attimo alla tua giornata di ieri. Quante volte hai dato un’occhiata a Facebook e a Twitter? Quante volte il suono di un gruppo di WhatsApp ha allontanato i tuoi pensieri dai tuoi obiettivi creativi? Quante volte sei andato/a a controllarti la posta? A pensare alla quantità e qualità di distrazioni alle quali siamo soggetti, vien da dire che riuscire a portare a termine qualcosa che assomigli a un testo anziché a uno “status” è un miracolo.

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