Scrivere

Intervista con Lorella Camerini, autrice di «Un buon inizio»

È con grande piacere che vi presentiamo Lorella Camerini e il suo romanzo d’esordio Un buon inizio (Edizioni Progetto Cultura), una storia di donne, segreti e incomunicabilità che attraversa tre generazioni. Dopo aver seguito un percorso di book coaching con noi di “Scrittura a tutto tondo”, Lorella ha visto realizzarsi il sogno della pubblicazione del suo libro. In questa intervista ci racconta come è nato il romanzo, cosa significa scrivere di rapporti madre-figlia e nonna-nipote, e quali sono state le sfide del suo debutto letterario.

Il romanzo di Lorella Camerini "un buon inizio"

Lorella Camerini, il tuo romanzo intreccia le vite di tre donne: Camilla, Francesca e Miriam, nonna, madre e figlia. C’è qualcosa di autobiografico nelle tue protagoniste?

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Intervista con Marta Bassanetti, autrice di «La valle dei sospetti»

Siamo felicissime di presentarvi una scrittrice esordiente che ci sta particolarmente a cuore: Marta Bassanetti, autrice di La valle dei sospetti, appena pubblicato da Entheos Edizioni. Un mystery avvolgente, che intreccia il ritmo del giallo classico con paesaggi bucolici e insospettabili ombre quotidiane. Marta Bassanetti, che si era affidata a noi per l’editing del suo romanzo, in questa intervista racconta il suo percorso di scrittura, le emozioni del debutto e cosa succede quando una placida campagna diventa terreno fertile per il mistero.

Marta Bassanetti e la copertina del suo libro

Marta, quando hai avuto l’idea di scrivere questo romanzo, e quanto tempo ci hai messo a scriverlo?

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Per il mio libro, mi serve un editor o un coach letterario?

Se quando scrivi ti assalgono pensieri tipo: “Sto girando in tondo, non faccio progressi… avrò preso la strada giusta? Starò scrivendo il libro giusto?”, può darsi che sia arrivato il momento di cercarti una guida. Di trovare un editor, o un coach letterario, che ti aiuti a mettere a fuoco il tuo progetto di scrittura.

coach letterario: una ragazza intenta nella scrittura

Tutti possiamo aver bisogno di uno sguardo esterno e neutrale sul nostro testo, e farsi aiutare non vuol dire essere inadeguati o carenti. Tutt’altro! Cercare il supporto di un editor o di un coach letterario significa investire nel proprio talento.

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Come scrivere i ringraziamenti del tuo libro

Molte autrici e molti autori che arrivano da noi di Scrittura a tutto tondo in cerca di supporto e consigli, e provano la gioia di pubblicare il loro libro, quando arriva il momento di scrivere la pagina dei ringraziamenti si trovano in difficoltà. Si domandano se sia veramente il caso di mettercela, hanno paura di dimenticare qualcuno, oppure vogliono sapere se devono ottenere il permesso delle persone che intendono ringraziare. In realtà, le cose sono più semplici di così.

Ringraziamenti: una scrittrice con un cartello "GRAZIE"
Sincerità e concisione

Nei libri italiani, a differenza ad esempio che in quelli americani, non si usa mettere in fondo al libro un tributo elaboratissimo di molte pagine, con una descrizione dell’aiuto specifico fornito da ogni singola persona e magari qualche aneddoto qua e là. Un libro senza ringraziamenti, negli USA, potrebbe essere visto come una cosa un po’ strana, mentre da noi i ringraziamenti sono un optional.

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Come creare personaggi memorabili

Chi scrive romanzi desidera che i lettori si innamorino dei personaggi che li popolano. Desidera che i lettori si identifichino con loro, li amino e li odino; che si interessino ai problemi che affrontano, alle loro lotte, ai loro trionfi e fallimenti. E in effetti chi ama davvero la lettura, di solito, parte già bendisposto.

Una nonna e una nipote leggono un libro che contiene personaggi memorabili. Sorridono entrambe.

Sì, perché i lettori cercano qualsiasi scusa per interessarsi alle sorti dei personaggi dei romanzi. Lo desiderano proprio! Gli scrittori, però, non dovrebbero rendere loro le cose troppo difficili… non dovrebbero scodellare sulla carta dei personaggi piatti, superficiali, stereotipati e noiosi; personaggi che mancano di profondità e complessità.

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6 consigli di pronto uso per dare vita alla tua scrittura

Hai presenti quei libri che sono scritti in modo così “vivo” da farti vedere gli ambienti descritti, tastare la stoffa degli abiti che indossano i personaggi, soffrire per le ferite inferte da una spada o da un colpo di pistola…? E hai presenti quei libri che raccontano più o meno le stesse cose ma non ti fanno vedere, tastare, sentire un bel niente?

Dar vita alla tua scrittura: una lettrice stringe il libro a sé, soddisfatta

Oggi ci concentriamo sui modi in cui puoi riuscire a dar vita alla tua scrittura, facendo saltare le parole fuori dalla pagina così da creare immagini potenti nella mente di chi ti leggerà. Questo vale qualunque sia il genere del libro che stai scrivendo: auto-aiuto, manuale, autobiografia o narrativa.

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Scrivi con il cuore, non solo con la testa

Comincia a far freddo, e l’autunno inoltrato, e l’inverno, sono periodi meravigliosi per “pescare nel profondo” e mettersi, o rimettersi, a scrivere. E magari per cercare dentro di sé una voce che venga dal cuore, dalla nostra parte emotiva e più preziosa, anziché solo da quella razionale.

Scrivi con il cuore: due mani che tengono un cuore di stoffa

Sì, perché quando ci sediamo davanti al computer e ci ritroviamo a fissare lo schermo, molto probabilmente entriamo in modalità “testa”. È una cosa quasi automatica. Ma se scriviamo con il cuore, la nostra scrittura ne trae un grande giovamento. Ecco alcune riflessioni sulla scrittura che viene dal cuore, e alcuni consigli utili a entrare in contatto con la nostra parte più creativa e vitale.

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Come un romanzo può aiutarti a scrivere un libro di auto-aiuto

Così, hai deciso di scrivere un libro di auto-aiuto. Un self-help book. Ottima idea! Hai scelto di condividere la tua competenza, o la tua esperienza, su quali siano i modi più efficaci per vincere lo stress, per farsi più amici o per evitare di andare nel panico quando tocca parlare in pubblico. Giusto per fare qualche esempio.

Auto-aiuto: una ragazza che medita

E cosa c’entrano i romanzi? Che relazione può mai esserci tra la narrativa e il self-help? Prova a pensarci: una delle caratteristiche di un buon romanzo è che non hai voglia di smettere di leggerlo. E allora, se riesci a rendere il tuo libro di auto-aiuto avvincente come un buon romanzo, può darsi che tu abbia fatto centro. Vediamo come si può fare.

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