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Editoria elettronica

99 centesimi per il tuo ebook è troppo poco

Quella che segue è la versione tradotta e stringata di questo scritto in lingua inglese.

Vedo una quantità di autori indipendenti mettere in vendita i loro eBook a 99 centesimi: è troppo poco. Per tre ragioni fondamentali: (a) tu, che scrivi, devi dar valore al tuo lavoro, (b) la teoria del prezzo scontato non funziona, (c) devi evitare di segnalare inequivocabilmente che il tuo eBook è autopubblicato.

(a) Se non dai valore al tuo lavoro, non lo farà nessun altro

Questa è una vera e propria lezione di vita, e te la ripeto: se non dai valore al tuo lavoro, non lo farà nessun altro.

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Come trarre vantaggi dalla pirateria digitale

Secondo alcuni illuminati, quella che la pirateria digitale sia una brutta cosa per gli autori, che li danneggi e sottragga loro proventi legittimi, è una favola che raccontano gli editori. Chi scrive, invece, dovrebbe esser grato a coloro che realizzano e diffondono copie pirata dei suoi eBook, perché vengono “piratate” solo le opere di successo.

Immagine di JD Hancock.

Sembra una semplificazione; e lo è. E non fa che perpetuare la narrazione della quale parlavamo in questo post (punto 2), secondo la quale il vero lupo cattivo del sistema è l’editore, capitalista senza volto che sfrutta l’autore e oltretutto gli racconta balle. Quindi, tanto vale fregarlo, piratando; l’unico che ci rimetterà, nel caso, è lui.

Ma se fosse effettivamente anche possibile, per chi scrive, sfruttare la pirateria digitale a proprio vantaggio? Se fosse possibile considerare i pirati digitali come un team di marketing che lavora per lo scrittore/la scrittrice senza che lui/lei debba pagarlo…? 😉

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Come difendersi dalla pirateria digitale

Quanti di voi non hanno sul proprio e-reader (o tablet, o smartphone, o computer) nemmeno un eBook pirata? Il fenomeno della pirateria digitale è diffusissimo; ci si può scherzare, si può tentare di spiegare perché il diritto d’autore è importante… e si può temere di ritrovare il proprio lavoro riprodotto all’infinito e senza tutele.

Difatti non pochi autori, ed editori, rinunciano in partenza alla pubblicazione dei libri nella versione eBook. È però un’arma a doppio taglio, se non una zappa sui piedi: se è vero che in questo modo si evitano i download illegali, è anche vero che si rinuncia a una maggior diffusione del libro: perché un’edizione nel formato elettronico la comporta, senza alcun dubbio.

Ecco cosa, secondo noi, si può fare per proteggersi dalla pirateria digitale.

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“Professione eBook”. Un corso interessante, aperto a tutti!

Riceviamo da Narcissus e volentieri spargiamo la voce. E poi magari ci vediamo lì… 🙂

Avrà inizio il prossimo 9 maggio, e si protrarrà per tre weekend fino al 6 giugno, il corso “Professione ebook” promosso da PepeLab in collaborazione con Simplicissimus Book Farm e la Scuola Internazionale di Comics di Jesi (Ancona).

zhaoSi tratta di un percorso formativo organizzato in tre moduli frequentabili anche singolarmente, per un totale di 30 ore, dedicato a chiunque voglia approfondire le proprie conoscenze e acquisire una professionalità specifica in materia di produzione, pubblicazione e promozione di libri elettronici. Un corso, quindi, rivolto anche agli autori indipendenti! Ti va di partecipare?

Per le informazioni specifiche sull’iniziativa (costi, date, programma didattico e profilo dei docenti) spostatevi sul blog di Narcissus e sul sito di PepeLab. Trovate qui l’evento Facebook.

Fermiamo la guerra dei libri: #StopBookWar

Si sa che la realtà, complessa di per sé, appare più tranquillizzante se ridotta a un gioco di contrapposizioni e di contrasti: bianco/ nero, Inter/ Milan, buono/ cattivo, io così/ tu colà. Comprendere se stessi non è sempre facile; più facile senz’altro è comprendere quel che NON si è. Un po’ come fanno gli adolescenti, che nel turbinoso processo di emersione della loro identità sono naturalmente portati a tracciare una linea bellicosa tra il mondo come lo vedono loro, e come lo propongono le vecchie figure parentali.

stopbookwar

Al tentativo di superare semplificazioni e sbarramenti, perlomeno nel campo letterario (cartaceo/ digitale, autopubblicato/ superpubblicato, eccetera), s’ispira appunto la nuova iniziativa di Narcissus, che noi (con molti altri) appoggiamo e consigliamo: #StopBookWar.

A rose is a rose is a rose: così Gertrude Stein nel suo “Sacred Emily”, a significare che “le cose sono quel che sono” o ancora che “anche il solo pronunciare il nome di una cosa equivale a evocare una serie di immagini ed emozioni ad essa associati”.
Allo stesso modo per noi Un libro è un libro è un libro.
La celebre scrittrice americana avrebbe certamente appoggiato il nostro tentativo di riportare l’attenzione su ciò che davvero conta in un libro, su ciò che un libro in realtà racchiude: le immagini che evoca, le emozioni che suscita.

>> Leggi il resto sul blog di Narcissus

Scrittori ai tempi di Internet

In questo articolo di Salvo Zappulla, uscito sull’ultimo numero del bimestrale Notabilis, si parla delle nuove possibilità che oggi si offrono a chi scrive — e si parla anche di noi di Scrittura a tutto tondo. Ne pubblichiamo un estratto, la prima parte; se desideri leggere l’articolo completo, puoi scaricarlo con un clic (Pdf — 770 KB).

La letteratura è subordinata alle leggi di mercato, i libri si producono e si adeguano ai gusti dei lettori. Questa considerazione, un po’ amara per la verità, trova pieno riscontro in un’era contrassegnata dalla globalizzazione, che molte volte fa rima con omologazione. La crisi accentua questa tendenza: editori in grosse difficoltà preferiscono rischiare sempre meno e appiattirsi sui prodotti di consumo, sui libri usa e getta, sulle storie di sesso a buon mercato; trame cruente da propinare ai lettori, thriller mozzafiato e commissari dalla mascella dura pronti a sparare al primo fruscio della tenda. Mode letterarie e spazzatura cartacea. Libri pubblicati esclusivamente per ragioni di cassetta. Oppure, gli editori preferiscono puntare su nomi consolidati, nomi sicuri a prova di mercato, magari autori cui rimane poco da dire.

Il cerchio si restringe. Meno spazio per i libri impegnati, per le opere squisitamente letterarie portatrici di “controvalori”. E meno spazio per i piccoli che operano in questo settore. Che tristezza assistere impotenti all’agonia delle piccole librerie indipendenti, strozzate dalla concorrenza spesso sleale delle grandi catene di distribuzione. Le piccole case editrici assorbite dalle balene che monopolizzano il sistema, decidono i premi letterari, gli autori da portare alla ribalta, quelli da tenere ai margini. E di questo passo dove va a finire il pluralismo? Dove va a finire la libera espressione intellettuale?

Per fortuna ogni democrazia ha i suoi anticorpi che reagiscono. È arrivato internet a porre un freno al tentativo di soffocamento; internet è l’invenzione del secolo, ha rivoluzionato il mondo della comunicazione. Se prima il monopolio dell’informazione apparteneva alle grandi testate giornalistiche, ora anche i piccoli editori e gli autori sconosciuti hanno trovato un’alternativa per avere visibilità. Anche se il mondo del virtuale è un oceano popolato da pesci multiformi che si muovono sconnessi alla ricerca di luce; un universo parallelo alla carta stampata, cui si contrappone, che cerca la sua via. E anche se spesso genera confusione e i testi non ricevono una vera selezione. Istituzione democratica per eccellenza, il web un piccolo spazio non lo nega a nessuno. Il rischio è di immergersi in un grande calderone dagli ingredienti più disparati; ma il web apre anche alla speranza, offre un piatto di minestra calda al viandante-scrittore cui altri hanno sbattuto la porta in faccia. Ed ecco che milioni di persone hanno trovato come tirare fuori i loro scritti dal cassetto, per proporli in questo palcoscenico futuristico che permette connessioni all’infinito con lo scambio di link. Possiamo considerarlo un vero movimento artistico? Un esercito di pennaioli è destinato a rivoluzionare il mondo della letteratura? O piuttosto un surrogato, un supporto che aiuta a tenere in vita i sogni velleitari di tante persone prive di talento?

Sicuramente ha i suoi aspetti negativi, è un congegno mostruoso in grado di trasformare la vita di un individuo e alimentare illusioni, ma non vi è dubbio che fornisca ossigeno ai più deboli, che sia entrato nelle nostre esistenze modificando comportamenti e impulsi, che abbia ridato entusiasmo e linfa a quanti si erano già rassegnati. Molti scrittori che non avevano visibilità si sono costruiti il loro bel sito per comunicare con i lettori e annunciare le loro iniziative. Molti preferiscono pubblicare i loro libri in versione e-book, o meglio autopubblicarli, e investire risorse in proprio facendo a meno degli editori. Ma come funziona questo modo di operare? È funzionale? Quante possibilità ci sono di emergere dal marasma di testi inseriti nei siti specializzati? Si può sperare nel miracolo di un improvviso successo?

Rivolgo queste domande a Rita Charbonnier

Hai bisogno di aiuto? Contattaci! Possiamo aiutarti a scrivere, pubblicare, promuovere il tuo libro. Siamo un gruppo di donne, coach esperte al tuo fianco lungo il percorso che ti porta a realizzare il tuo desiderio: Scrittura a tutto tondo è il servizio editoriale professionale che si prende cura delle tue aspirazioni.

Scopri di più leggendo le testimonianze degli autori con i quali abbiamo lavorato!

Un libro è un libro, o no? #unlibroèunlibro

Impazza su Twitter la hashtag che campeggia nel titolo del post, #unlibroèunlibro — e che riguarda il fuoco della fiera contrapposizione tra libri di carta ed elettronici. Davvero dobbiamo ritrovarci a ripetere ancora una volta che il valore di un libro risiede nel suo contenuto più che nella forma (cartacea o digitale) attraverso la quale tale contenuto è veicolato?

unlibroeunlibro
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3 modi per pubblicare un libro: casa editrice, EAP, autopubblicazione

Le strade che portano a pubblicare un libro sono tre. Si può: (1) rivolgersi a una casa editrice nella speranza che sposi il progetto; (2) rivolgersi a un editore a pagamento — EAP — che senz’altro sposerà il progetto ma lo realizzerà a spese dell’autore; (3) utilizzare l’autopubblicazione, o selfpublishing. Proviamo a esaminarle.

Pubblicare un libro: alcuni libri aperti

1) Pubblicare un libro attraverso una casa editrice

Tutti coloro che scrivono sognano di essere pubblicati da un editore noto e riconosciuto, con il quale stipuleranno un contratto di edizione (così come regolato dalla legge sul diritto d’autore). Questo contratto prevede che l’autore ceda in esclusiva alla casa editrice il diritto di pubblicare la sua opera, per un periodo di tempo limitato, e che gli sia corrisposta una percentuale sul prezzo di vendita del libro — della quale viene anche versato un anticipo, alla firma del contratto. E questo è senz’altro il tipo di pubblicazione più desiderabile.

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