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Consigli e trucchi

Viva le librerie indipendenti!

Fai ancora acquisti presso le librerie indipendenti, o quando cerchi un libro ti dirigi a passi lunghi e ben distesi verso un megastore? Oppure ti affidi quasi sempre, per comodità, all’online? Che cosa significano le librerie indipendenti nella tua vita, sia come lettore/lettrice che come scrittore/scrittrice?

Librerie indipendenti: un angolo dedicato alla lettura.

Chi gestisce una libreria indipendente è, per forza di cose, una persona che ama i libri e la lettura ed è quindi spesso in grado di farci scoprire autori e autrici, italiani e stranieri, che altrimenti ci rimarrebbero sconosciuti. Se è vero che la diffusione di un libro passa molto attraverso il passaparola, il consiglio del libraio esperto e appassionato, quando si ha la fortuna di conoscerne uno, può essere prezioso. Alcune librerie indipendenti hanno trovato modi originali di dar vita a questa relazione, come la Piccola Farmacia Letteraria di Firenze — le cui gestrici affermano:

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Come scegliere l’editor giusto?

Hai contattato un editor, hai speso un sacco di soldi per fargli editare un testo e te lo sei ritrovato peggiorato — o comunque non molto migliorato? Purtroppo succede. Alcuni autori ci hanno pregate di ri-editare testi che erano già passati per le mani di qualcuno, e quando li abbiamo esaminati ci siamo messe le mani nei capelli…

Gli strumenti di un editor: bloc notes e matita.

Erano costellati di periodi goffi o incomprensibili, non avevano una buona struttura, o addirittura contenevano refusi ed errori di grammatica! Era meglio la versione originale.

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Twitter per scrittori: ecco la guida

Le agenzie letterarie e le case editrici, quando valutano un libro per decidere se rappresentarlo o pubblicarlo, tendono a prendere in considerazione anche la presenza in rete di chi lo ha scritto. Se una scrittrice, uno scrittore, è attiva/o su Internet e in particolare sui media sociali, è oggettivamente più probabile che il suo libro ottenga un buon riscontro.

Twitter per scrittori: Shakespeare accanto all'icona del media sociale

Le persone con le quali tu, che scrivi, entri in contatto, e stabilisci relazioni, presumibilmente consiglieranno la lettura del tuo libro. Dal punto di vista della casa editrice, la presenza dell’autore sui media sociali rappresenta una potenzialità di diffusione virale che va ad aggiungersi al lavoro promozionale dell’ufficio marketing e dell’ufficio stampa. Anche gli autori auto-pubblicati possono trarre grande beneficio dalla costruzione di una piattaforma ampia e coinvolta.

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Come promuovere un libro

Se pensi che quello di promuovere un libro — il tuo libro — sia un lavoro da piazzisti e che in ogni caso non ti riguarda, perché spetta esclusivamente all’editore che un bel giorno troverai, forse sei rimasto/a al secolo scorso.

Come promuovere un libro: una lavagna con appunti. Blog, social media, marketing...

Quando avrò trovato una casa editrice, non dovrò occuparmi della promozione: gli editori hanno un ufficio stampa e un ufficio marketing! Penseranno loro a promuovere il mio libro!

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99 centesimi per il tuo ebook è troppo poco

Versione italiana stringata di questo scritto. Buon rientro dalle vacanze a tutti!

99 centesimi per il tuo ebook è poco | Le monete da 1 euroVedo una quantità di autori indipendenti mettere in vendita i loro eBook a 99 centesimi: è troppo poco. Perché (a) tu, che scrivi, devi dar valore al tuo lavoro, perché (b) il prezzo al ribasso non funziona e perché (c) devi evitare di segnalare inequivocabilmente che il tuo eBook è autopubblicato.

(a) Se non dai valore al tuo lavoro, non lo farà nessun altro

Questa è una lezione di vita, e la ripeto: se non dai valore al tuo lavoro, non lo farà nessun altro. Devi credere nel tuo libro; credere che valga più di un euro. Se stabilisci che il suo valore è così basso, stai dicendo al tuo possibile lettore che tu per primo credi poco in quel che hai fatto. Che ritieni il tuo libro, tutt’al più, passabile.

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La cartella editoriale, questa sconosciuta

Ogni volta che ci troviamo a discutere un lavoro, ci ritroviamo anche a disquisire di cartelle editoriali. E’ necessario, perché la cartella editoriale è un’unità di misura, in base alla quale si stabiliscono i costi di alcuni servizi (e la dimensione dei libri).

Illustrazione - donna alla macchina da scrivere. Cartella editorialeIn rete trovate spiegazioni complicate e inutili relative al numero di battute per riga, e persino modelli di cartelle editoriali da scaricare. Lasciate perdere! E’ roba vecchia, legata al tempo in cui non esistevano i computer, si utilizzava la macchina da scrivere e ci si intendeva un po’ a spanne, in base alla quantità di testo che entrava in una pagina dattiloscritta. Le macchine da scrivere, tra l’altro, avevano un solo e unico font in un solo e unico corpo.

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Il mio libro ha un buon titolo?

Vi avevamo accennato qui: quando si tratta di libri (e non solo), il titolo è a dir poco fondamentale. Un buon titolo incuriosisce, stimola la fantasia, è efficace sia dal punto di vista creativo che comunicativo, ed è originale. Inoltre — considerazione valida soprattutto per chi intenda autopubblicarsi — è facilmente reperibile sui siti dei negozi online.

titolo

Sei alle prese con un mumble mumble relativo al titolo da dare al tuo libro? Se intendi autopubblicarti dovresti — ovviamente — puntare al miglior risultato possibile. Ma qualora tu preveda di proporre il tuo scritto a un’agenzia letteraria, o direttamente a una casa editrice, dovresti comunque presentarti ai tuoi interlocutori con un buon titolo. Anche se poi (può succedere) dovessero proporti di cambiarlo.

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Babelcube, per scrittori e traduttori

Nelle ultime settimane i siti che si occupano di scrittura sono tornati a parlare di Babelcube, servizio di traduzione e distribuzione di libri in varie lingue — basato sul web e in auge almeno da un paio d’anni.

BabelcubeSulla carta, è il caso di dirlo, è un’ottima idea: autore del libro e traduttore, messi in contatto dalla piattaforma, diventano partner nella creazione di un’edizione straniera del libro stesso; il traduttore lavora gratis, ma in compenso riceverà una percentuale consistente dei proventi delle vendite (fino al 55%).

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