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Consigli e trucchi

Twitter per scrittori: ecco la guida

Le agenzie letterarie e le case editrici, quando valutano un libro per decidere se rappresentarlo o pubblicarlo, tendono a prendere in considerazione anche la presenza in rete di chi lo ha scritto. Se una scrittrice, uno scrittore, è attiva/o su Internet e in particolare sui media sociali, è oggettivamente più probabile che il suo libro ottenga un buon riscontro.

Twitter per scrittori: Shakespeare accanto all'icona del media sociale

Le persone con le quali tu, che scrivi, entri in contatto, e stabilisci relazioni, presumibilmente consiglieranno la lettura del tuo libro. Dal punto di vista della casa editrice, la presenza dell’autore sui media sociali rappresenta una potenzialità di diffusione virale che va ad aggiungersi al lavoro promozionale dell’ufficio marketing e dell’ufficio stampa. Anche gli autori auto-pubblicati possono trarre grande beneficio dalla costruzione di una piattaforma ampia e coinvolta.

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Come promuovere un libro

Se pensi che quello di promuovere un libro — il tuo libro — sia un lavoro da piazzisti e che in ogni caso non ti riguarda, perché spetta esclusivamente all’editore che un bel giorno troverai, forse sei rimasto/a al secolo scorso.

Come promuovere un libro: una lavagna con appunti. Blog, social media, marketing...

Quando avrò trovato una casa editrice, non dovrò occuparmi della promozione: gli editori hanno un ufficio stampa e un ufficio marketing! Penseranno loro a promuovere il mio libro!

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99 centesimi per il tuo ebook è troppo poco

Versione italiana stringata di questo scritto. Buon rientro dalle vacanze a tutti!

99 centesimi per il tuo ebook è poco | Le monete da 1 euroVedo una quantità di autori indipendenti mettere in vendita i loro eBook a 99 centesimi: è troppo poco. Perché (a) tu, che scrivi, devi dar valore al tuo lavoro, perché (b) il prezzo al ribasso non funziona e perché (c) devi evitare di segnalare inequivocabilmente che il tuo eBook è autopubblicato.

(a) Se non dai valore al tuo lavoro, non lo farà nessun altro

Questa è una lezione di vita, e la ripeto: se non dai valore al tuo lavoro, non lo farà nessun altro. Devi credere nel tuo libro; credere che valga più di un euro. Se stabilisci che il suo valore è così basso, stai dicendo al tuo possibile lettore che tu per primo credi poco in quel che hai fatto. Che ritieni il tuo libro, tutt’al più, passabile.

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La cartella editoriale, questa sconosciuta

Ogni volta che ci troviamo a discutere un lavoro, ci ritroviamo anche a disquisire di cartelle editoriali. E’ necessario, perché la cartella editoriale è un’unità di misura, in base alla quale si stabiliscono i costi di alcuni servizi (e la dimensione dei libri).

Illustrazione - donna alla macchina da scrivere. Cartella editorialeIn rete trovate spiegazioni complicate e inutili relative al numero di battute per riga, e persino modelli di cartelle editoriali da scaricare. Lasciate perdere! E’ roba vecchia, legata al tempo in cui non esistevano i computer, si utilizzava la macchina da scrivere e ci si intendeva un po’ a spanne, in base alla quantità di testo che entrava in una pagina dattiloscritta. Le macchine da scrivere, tra l’altro, avevano un solo e unico font in un solo e unico corpo.

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Il mio libro ha un buon titolo?

Vi avevamo accennato qui: quando si tratta di libri (e non solo), il titolo è a dir poco fondamentale. Un buon titolo incuriosisce, stimola la fantasia, è efficace sia dal punto di vista creativo che comunicativo, ed è originale. Inoltre — considerazione valida soprattutto per chi intenda autopubblicarsi — è facilmente reperibile sui siti dei negozi online.

titolo

Sei alle prese con un mumble mumble relativo al titolo da dare al tuo libro? Se intendi autopubblicarti dovresti — ovviamente — puntare al miglior risultato possibile. Ma qualora tu preveda di proporre il tuo scritto a un’agenzia letteraria, o direttamente a una casa editrice, dovresti comunque presentarti ai tuoi interlocutori con un buon titolo. Anche se poi (può succedere) dovessero proporti di cambiarlo.

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Babelcube, per scrittori e traduttori

Nelle ultime settimane i siti che si occupano di scrittura sono tornati a parlare di Babelcube, servizio di traduzione e distribuzione di libri in varie lingue — basato sul web e in auge almeno da un paio d’anni.

BabelcubeSulla carta, è il caso di dirlo, è un’ottima idea: autore del libro e traduttore, messi in contatto dalla piattaforma, diventano partner nella creazione di un’edizione straniera del libro stesso; il traduttore lavora gratis, ma in compenso riceverà una percentuale consistente dei proventi delle vendite (fino al 55%).

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Trarre vantaggi dalla pirateria digitale…?

Secondo alcuni, quella che la pirateria digitale sia una brutta cosa per gli autori è una favola che raccontano gli editori; chi scrive, piuttosto, dovrebbe esser grato a chi crea e diffonde copie pirata dei suoi eBook, perché il “pirataggio” è la base del successo.

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Sembra una semplificazione; e lo è. E non fa che perpetuare la narrazione della quale parlavamo nell’ultimo post (punto 2), secondo la quale il vero lupo cattivo del sistema è l’editore, capitalista senza volto che sfrutta l’autore e oltretutto gli racconta balle. Quindi, tanto vale fregarlo, piratando; l’unico che ci rimetterà, nel caso, è lui.

Ma se fosse effettivamente anche possibile, per chi scrive, sfruttare la pirateria digitale a proprio vantaggio? Se fosse possibile considerare i pirati come un team di marketing che lavora per lo scrittore/la scrittrice senza che lui/lei debba pagarlo…? 😉

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Come difendersi dalla pirateria digitale

Quanti di voi, sinceramente, non hanno sul proprio e-reader o sul proprio computer nemmeno un eBook pirata? Il fenomeno della pirateria digitale è diffusissimo; ci si può scherzare, si può tentare di spiegare perché il diritto d’autore è importante… e si può anche aver paura di ritrovare il proprio lavoro riprodotto all’infinito e senza tutele.

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Difatti non pochi autori, ed editori, rinunciano in partenza alla pubblicazione in eBook. È però un’arma a doppio taglio, se non una zappa sui piedi: se è vero che in questo modo si evitano i download illegali, è anche vero che si rinuncia a una maggior diffusione del libro (un’edizione nel formato elettronico la comporta, senza dubbio).

Ecco cosa, secondo noi, si può fare per proteggersi dalla pirateria informatica.

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