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La cartella editoriale: che cos’è?

Ogni volta che ci viene richiesto un preventivo per un editing, oppure per un’impaginazione, ci ritroviamo a utilizzare l’espressione “cartella editoriale“. È necessario, perché la cartella editoriale è un’unità di misura, in base alla quale si stabiliscono i costi di alcuni servizi (e la dimensione dei libri).

Immagine di Stephen Day @ Flickr Creative Commons

In rete puoi trovare un sacco di spiegazioni complicate e inutili relative al numero di battute per riga, e persino modelli in Word di cartelle editoriali da scaricare. Lascia perdere! È roba vecchia, legata al tempo in cui non esistevano i computer, si utilizzava la macchina da scrivere e ci si intendeva un po’ a spanne, in base alla quantità di testo che entrava in una pagina dattiloscritta. Le macchine da scrivere, tra l’altro, avevano un solo e unico font in un solo e unico corpo.

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Scrivere superando l’insicurezza

Ti è capitato di sederti davanti al computer — o comunque alla scrivania — e sentirti assalire da dubbi e insicurezze? Sto parlando di pensieri distruttivi di questo genere: “Ma in fondo sarò in grado di scrivere quello che vorrei? Ma cosa posso dire, io, che non sia già stato detto almeno mille volte? E poi chi sono io, per scrivere un buon libro?”.

Non è eccesso di etica, o sana autocritica. È mera insicurezza; qualcosa di radicato nel profondo; una spinta con la quale è opportuno interloquire.

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Buone vacanze!

E anche quest’anno è arrivato il momento di salutarci e darci appuntamento a settembre. Da oggi, e fino alla fine di agosto, Scrittura a tutto tondo va in vacanza. La linea telefonica rimarrà inattiva; potrete contattarci via email, o tramite il modulo apposito. Cercheremo in ogni caso di rispondervi tempestivamente.

vacanze

A chi resta in città, buone letture; a chi parte… buone letture ancor di più. Felicissima estate a tutti voi! Ci ritroviamo a settembre!

«Velista per sbaglio»: è uscito il libro di carta!

Siamo felicissime di annunciare la pubblicazione di un nuovo libro cartaceo creato e curato dal nostro gruppo di lavoro: Velista per sbaglio di Stefano Cerboni.

Si tratta di un manuale di vela per principianti assoluti, rassicurante e ironico al tempo stesso, che — pubblicato finora solo nella versione eBook — si è rivelato un long-seller: su Amazon è sempre ai primi posti nella categoria Vela; numerosi lettori l’hanno commentato con toni entusiastici; è stato recensito su diverse riviste di settore, tra le quali la prestigiosa Nautica (visualizza/scarica l’articolo); e soprattutto, l’autore ha un guadagno costante dalle vendite (ci si paga il canone della fibra ottica a casa, come dichiara in questa simpatica intervista).

Da tempo l’autore di questo gustoso manualetto aveva in mente di metterne in cantiere anche la “versione analogica”, e il momento della pubblicazione finalmente è arrivato. Se l’eBook conteneva numerose immagini e fotografie a colori, il libro cartaceo ne contiene ancor di più; inoltre, è concepito per essere utilizzato direttamente a bordo.

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Il mio libro ha un buon titolo?

Abbiamo accennato alla questione già qui (nel primo dei punti in elenco). Perché quando si tratta di libri (e non solo), il titolo è a dir poco fondamentale! Un buon titolo incuriosisce, stimola la fantasia, è efficace sia dal punto di vista creativo che comunicativo, ed è originale. Inoltre — considerazione valida soprattutto per chi intenda autopubblicarsi — è facilmente reperibile sui siti dei negozi online.

titolo

Sei alle prese con un mumble mumble relativo al titolo da dare al tuo libro? Se intendi autopubblicarti dovresti — ovviamente — puntare al miglior risultato possibile. Ma qualora tu preveda di proporre il tuo scritto a un’agenzia letteraria, o direttamente a una casa editrice, dovresti comunque presentarti ai tuoi interlocutori con un buon titolo. Anche se poi (può succedere) dovessero proporti di cambiarlo.

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Scrivere dovrebbe essere una gioia

Una volta, alcuni anni fa, un docente di drammaturgia ci parlò della scrittura — in termini ironici — come di un atto sostanzialmente masturbatorio. Può darsi che avesse ragione, almeno in parte; ma per molti di noi la scrittura è soprattutto fatica. Una fatica bestiale. Sofferenza. Sudore. Qualcuno parla addirittura di vomitare e buttare sangue.

gioiaPensare alla scrittura come a un’azione estremamente complessa e faticosa può essere tra le ragioni che conducono molti di noi ad abbandonare l’opera prima di completarla, o addirittura di iniziarla.

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5 domande da porsi prima di scrivere un libro

Hai mai sentito parlare della regola delle 5 W? È una regola importante nello stile giornalistico anglosassone. Le 5 W rappresentano 5 domande fondamentali alle quali ogni articolo dovrebbe dare risposta nella parte iniziale: chi? Cosa? Quando? Dove? Perché? (Queste parole, in inglese, cominciano tutte per W).

Perché scrivere questo libro? Un blocco appunti, una penna e una tazza di caffè.

Ispirandoci a questo, abbiamo provato a immaginare cinque domande di grande importanza che potremmo porci prima di metterci a lavorare alla stesura di un libro. Cercare risposte ci aiuterà a fare chiarezza, ci indurrà a utilizzare al meglio il nostro tempo e — quasi certamente — ci porterà a scrivere un libro migliore. Eccole a te.

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Pier Luigi Luisi, “The Calm Flashes of the Mind”

luisiSiamo davvero felici di annunciare la pubblicazione di un nuovo libro elettronico che abbiamo curato in diversi aspetti. Si tratta di un romanzo in lingua inglese scritto da un noto scienziato italiano, Pier Luigi Luisi.

Luisi (sito personaleWikipedia) è professore Emeritus del Politecnico Federale di Zurigo (ETHZ) dove ha insegnato per trent’anni prima di approdare all’università di Roma TRE come professore di biochimica. Il suo principale interesse di ricerca riguarda gli aspetti sperimentali, teorici e filosofici dell’origine della vita e dell’auto-organizzazione dei sistemi naturali e sintetici. Molto noti i suoi testi scientifici, pubblicati in diverse lingue, tra i quali Sull’origine della vita e della biodiversità e The Systems View of Life: A Unifying Vision, scritto a quattro mani con Fritjof Capra e pubblicato in italiano con il titolo Vita e natura. Una visione sistemica.

Questo, però, non è un freddo libro di neuroscienze. Si tratta di un romanzo, che riguarda il tentativo di rivivere, trent’anni dopo, una storia d’amore non riuscita. The Calm Flashes of the Mind, uscito in italiano con il titolo I lampi tranquilli della mente, è stato tradotto in inglese da Rachele Fajella. Il libro elettronico è stato realizzato con la copertina “Master” (vedi qui), sotto la direzione artistica di Valentina Marinacci. Vi compare un’opera della pittrice Zhang Hong. La distribuzione è di StreetLib.

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