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Perché scrivere? Perché è un miracolo

Ognuno di noi ha una ragione diversa per scrivere, e tutte (ovviamente) sono valide. Proviamo a parlare piuttosto di motivazioni: non tanto, quindi, di ciò che spiega o giustifica razionalmente l’atto di scrivere, quanto di quello stato interno che attiva, dirige e mantiene nel tempo l’azione della scrittura.

scriverePiù o meno tutti, quando si tratta di scrivere, ci ritroviamo di fronte a diversi ostacoli, interni ed esterni. Talvolta non riusciamo a trovare il tempo; talvolta siamo più inclini a svalutarci, a criticare i nostri errori, che ad apprezzare quanto di buono siamo in grado di fare. Se sei capitato/a su questa pagina, forse hai bisogno di mettere a fuoco la tua motivazione. E’ così?

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Babelcube, per scrittori e traduttori

Nelle ultime settimane i siti che si occupano di scrittura sono tornati a parlare di Babelcube, servizio di traduzione e distribuzione di libri in varie lingue — basato sul web e in auge almeno da un paio d’anni.

BabelcubeSulla carta, è il caso di dirlo, è un’ottima idea: autore del libro e traduttore, messi in contatto dalla piattaforma, diventano partner nella creazione di un’edizione straniera del libro stesso; il traduttore lavora gratis, ma in compenso riceverà una percentuale consistente dei proventi delle vendite (fino al 55%).

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Premio Letterario Città di Lugnano, seconda edizione

L’anno scorso si è tenuta, con grande successo, la prima edizione del Premio Letterario Città di Lugnano in Teverina. È in corso la seconda: cimentatevi!

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Il concorso si articola in due sezioni — Romanzi editi, anche in forma indipendente cioè con il selfpublishing, e Racconti inediti a tema — e scade il 10 Aprile 2016. La partecipazione è completamente gratuita.

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Non ti prometto il successo

Che cos’è il successo, per chi scrive? Che cos’è il successo, nel selfpublishing? Versione italiana di questo articolo del collega spagnolo Alejandro Capparelli, fondatore di Edición libro indie, con il quale abbiamo un rapporto di partnership.

successoIl titolo di questo post può sembrare poco adatto a un sito che si occupa di promozione editoriale: il raggiungimento del successo dovrebb’essere il nostro obiettivo. Ma il mondo che circonda l’autopubblicazione si sta affollando di incoraggiamenti a seguire determinate regole per convertire un libro in un bestseller o per raggiungere i più alti ranking su Amazon; solitamente la proposta viene anche accompagnata dalla promessa di riuscirci in tempi brevi.

Mi sembra importante difendere un punto di vista diverso.

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A “Carta Vetrata” si è parlato di noi!

Sabato scorso, 27 febbraio, e poi in replica domenica 28, nell’ambito del programma Carta Vetrata — in onda su Radio Città Futura — si è parlato anche di noi.

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Questo programma radiofonico, ideato e condotto dall’editore Alberto Gaffi con Flaminia Naro, si pone come un “format graffiante dove a essere presi di mira sono tutti gli attori della filiera editoriale: dagli scrittori ai lettori, passando per i librai”. Dell’ultima puntata è stata ospite Rita Charbonnier, fondatrice di Scrittura a tutto tondo, per parlare non solo dei nostri servizi, ma anche — più in generale e soprattutto — di self-publishing e del print-on-demand. Se volete riascoltare l’intervento, potete utilizzare il player qui sotto. Felice nuova settimana a tutti voi!

Trarre vantaggi dalla pirateria digitale…?

Secondo alcuni, quella che la pirateria digitale sia una brutta cosa per gli autori è una favola che raccontano gli editori; chi scrive, piuttosto, dovrebbe esser grato a chi crea e diffonde copie pirata dei suoi eBook, perché il “pirataggio” è la base del successo.

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Sembra una semplificazione; e lo è. E non fa che perpetuare la narrazione della quale parlavamo nell’ultimo post (punto 2), secondo la quale il vero lupo cattivo del sistema è l’editore, capitalista senza volto che sfrutta l’autore e oltretutto gli racconta balle. Quindi, tanto vale fregarlo, piratando; l’unico che ci rimetterà, nel caso, è lui.

Ma se fosse effettivamente anche possibile, per chi scrive, sfruttare la pirateria digitale a proprio vantaggio? Se fosse possibile considerare i pirati come un team di marketing che lavora per lo scrittore/la scrittrice senza che lui/lei debba pagarlo…? 😉

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Come difendersi dalla pirateria digitale

Quanti di voi, sinceramente, non hanno sul proprio e-reader o sul proprio computer nemmeno un eBook pirata? Il fenomeno della pirateria digitale è diffusissimo; ci si può scherzare, si può tentare di spiegare perché il diritto d’autore è importante… e si può anche aver paura di ritrovare il proprio lavoro riprodotto all’infinito e senza tutele.

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Difatti non pochi autori, ed editori, rinunciano in partenza alla pubblicazione in eBook. È però un’arma a doppio taglio, se non una zappa sui piedi: se è vero che in questo modo si evitano i download illegali, è anche vero che si rinuncia a una maggior diffusione del libro (un’edizione nel formato elettronico la comporta, senza dubbio).

Ecco cosa, secondo noi, si può fare per proteggersi dalla pirateria informatica.

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Scrivere a quattro mani: pro e contro dell’avere un coautore

Ti hanno chiesto di scrivere un libro a quattro mani? Oppure, al contrario, immagini che un tuo progetto di scrittura trarrebbe vantaggi dalla collaborazione con un coautore, con una coautrice? Scrivere a quattro mani può essere una buona idea, in effetti, può essere anche molto divertente, ma non di rado succede che i coautori finiscano a fare… come cane e gatto.

Avere un coautore: cane e gatto

Ci sono modi di evitare che sorgano conflitti tra coautori. Prima di parlarne, però, chiariamo cosa NON si intende per scrittura a quattro mani. Diciamo che tu hai già pubblicato e che le tue capacità hanno ottenuto riconoscimenti, e che un bel giorno ti si presenta un tale il quale dichiara di avere un’idea meravigliosa per un libro: gli serve “solo” una persona qualificata per “scriverlo insieme” — ma in realtà è abbastanza chiaro che il grosso del lavoro dovresti farlo tu. Questi connubi non funzionano quasi mai. Spesso non riescono neppure a instaurarsi; il più delle volte s’interrompono dopo un po’, in modo sgradevole. Perché la scrittura a quattro mani possa funzionare, occorre che ognuno faccia la sua parte.

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