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Donne negli “anta” che scrivono

Alcune donne sono state “zittite” quand’erano bambine. Figure autorevoli hanno fatto capire molto presto a quelle piccole persone che era meglio evitassero di dire quel che pensavano con troppa decisione. Si preferiva in ogni caso che stessero tranquille, che non creassero trambusto, che non agitassero tanto le acque.

Donne che scrivono | Un computer

E non è accaduto solo in epoche remote. Forse accadeva anche fino a non molto tempo fa, se è vero che di questi tempi diverse donne di quarant’anni e oltre decidono di dedicarsi alla scrittura del loro primo libro. Finalmente. Lo desideravano da anni, forse fin da quand’erano bambine, ma per superare l’antica imposizione di star zitte può volerci molto tempo.

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Zuppa di favole e fragole

Cosa ci sarà dentro una zuppa di favole e fragole? Forse un principe, una strega o una topolina coraggiosa; magari folletti e bambine curiose… oltre a qualche fragola appena raccolta, ovviamente. Per conoscere le dosi e i tempi di cottura, però, bisogna chiedere ai bambini…

zuppa di favole e fragoleAnnunciamo con gioia la pubblicazione di un nuovo eBook che abbiamo curato sotto diversi aspetti. Si tratta di un libro rivolto ai piccoli lettori, Zuppa di favole e fragole di Stella Silba, con illustrazioni originali di Tatiana Lerario.

Queste storie fantasiose e sorprendenti sono nate come “favole della buonanotte” che l’autrice raccontava ai suoi figli di sette e undici anni — e sono state pubblicate anche perché i due bambini l’hanno chiesto a gran voce. Anzi, l’hanno preteso! In primo luogo, Stella Silba ha pensato che sarebbe stato bello arricchire i suoi testi di illustrazioni, e ha chiesto a Tatiana Lerario di elaborare alcuni disegni originali che restituissero, con delicatezza, l’atmosfera di ogni suo racconto. E poi, per la pubblicazione della sua opera, si è rivolta a noi.

Per la copertina, l’autrice ha scelto la soluzione Master, sempre elaborata sotto la direzione artistica di Valentina Marinacci. Abbiamo inoltre curato la correzione delle bozze e la redazione della quarta di copertina, con la collaborazione di Arianna Salatino.

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La cartella editoriale, questa sconosciuta

Ogni volta che ci troviamo a discutere un lavoro, ci ritroviamo anche a disquisire di cartelle editoriali. E’ necessario, perché la cartella editoriale è un’unità di misura, in base alla quale si stabiliscono i costi di alcuni servizi (e la dimensione dei libri).

Illustrazione - donna alla macchina da scrivere. Cartella editorialeIn rete trovate spiegazioni complicate e inutili relative al numero di battute per riga, e persino modelli di cartelle editoriali da scaricare. Lasciate perdere! E’ roba vecchia, legata al tempo in cui non esistevano i computer, si utilizzava la macchina da scrivere e ci si intendeva un po’ a spanne, in base alla quantità di testo che entrava in una pagina dattiloscritta. Le macchine da scrivere, tra l’altro, avevano un solo e unico font in un solo e unico corpo.

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Scrivere superando l’insicurezza

Ti è capitato di sederti davanti al computer — o comunque alla scrivania — e sentirti assalire da dubbi e insicurezze? Stiamo parlando di pensieri distruttivi di questo genere: “Ma in fondo sarò in grado di scrivere quello che vorrei? Ma cosa posso dire, io, che non sia già stato detto almeno mille volte? E poi chi sono io, per scrivere un buon libro?”.

Non è eccesso di etica, o sana autocritica. È mera insicurezza; qualcosa di radicato nel profondo; una spinta con la quale è opportuno interloquire.

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Buone vacanze!

E anche quest’anno è arrivato il momento di salutarci e darci appuntamento a settembre. Da oggi, e fino alla fine di agosto, Scrittura a tutto tondo va in vacanza. La linea telefonica rimarrà inattiva; potrete contattarci via email, o tramite il modulo apposito. Cercheremo in ogni caso di rispondervi tempestivamente.

vacanze

A chi resta in città, buone letture; a chi parte… buone letture ancor di più. Felicissima estate a tutti voi! Ci ritroviamo a settembre!

“Velista per sbaglio”: è uscito il libro di carta!

velista per sbaglioSiamo davvero felici di annunciare che è uscito un nuovo libro cartaceo creato e curato dal nostro gruppo di lavoro: Velista per sbaglio di Stefano Cerboni.

Si tratta di un manuale di vela per principianti assoluti, rassicurante e ironico al tempo stesso, che — pubblicato solo nella versione elettronica due anni fa — si è rivelato un long-seller: su Amazon è sempre ai primi posti nella categoria Vela; numerosi lettori l’hanno commentato con toni entusiastici; è stato recensito su diverse riviste di settore, tra le quali la prestigiosa Nautica (visualizza/scarica l’articolo); e soprattutto, l’autore ha un guadagno costante dalle vendite (ci si paga il canone della fibra ottica a casa, come dichiara in questa simpatica intervista).

Da tempo Stefano aveva in mente di mettere in cantiere anche la “versione analogica” del suo libro, e il momento della pubblicazione finalmente è arrivato. Se l’eBook conteneva numerose immagini e fotografie a colori, il libro cartaceo ne contiene ancor di più; inoltre, è concepito per essere utilizzato direttamente a bordo.

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Il mio libro ha un buon titolo?

Vi avevamo accennato qui: quando si tratta di libri (e non solo), il titolo è a dir poco fondamentale. Un buon titolo incuriosisce, stimola la fantasia, è efficace sia dal punto di vista creativo che comunicativo, ed è originale. Inoltre — considerazione valida soprattutto per chi intenda autopubblicarsi — è facilmente reperibile sui siti dei negozi online.

titolo

Sei alle prese con un mumble mumble relativo al titolo da dare al tuo libro? Se intendi autopubblicarti dovresti — ovviamente — puntare al miglior risultato possibile. Ma qualora tu preveda di proporre il tuo scritto a un’agenzia letteraria, o direttamente a una casa editrice, dovresti comunque presentarti ai tuoi interlocutori con un buon titolo. Anche se poi (può succedere) dovessero proporti di cambiarlo.

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Scrivere dovrebbe essere una gioia

Una volta, alcuni anni fa, un docente di drammaturgia ci parlò della scrittura — in termini ironici — come di un atto sostanzialmente masturbatorio. Può darsi che avesse ragione, almeno in parte; ma per molti di noi la scrittura è soprattutto fatica. Una fatica bestiale. Sofferenza. Sudore. Qualcuno parla addirittura di vomitare e buttare sangue.

gioiaPensare alla scrittura come a un’azione estremamente complessa e faticosa può essere tra le ragioni che conducono molti di noi ad abbandonare l’opera prima di completarla, o addirittura di iniziarla.

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