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Fermiamo la guerra dei libri: #StopBookWar

Si sa che la realtà, complessa di per sé, appare più tranquillizzante se ridotta a un gioco di contrapposizioni e di contrasti: bianco/ nero, Inter/ Milan, buono/ cattivo, io così/ tu colà. Comprendere se stessi non è sempre facile; più facile senz’altro è comprendere quel che NON si è. Un po’ come fanno gli adolescenti, che nel turbinoso processo di emersione della loro identità sono naturalmente portati a tracciare una linea bellicosa tra il mondo come lo vedono loro, e come lo propongono le vecchie figure parentali.

stopbookwar

Al tentativo di superare semplificazioni e sbarramenti, perlomeno nel campo letterario (cartaceo/ digitale, autopubblicato/ superpubblicato, eccetera), s’ispira appunto la nuova iniziativa di Narcissus, che noi (con molti altri) appoggiamo e consigliamo: #StopBookWar.

A rose is a rose is a rose: così Gertrude Stein nel suo “Sacred Emily”, a significare che “le cose sono quel che sono” o ancora che “anche il solo pronunciare il nome di una cosa equivale a evocare una serie di immagini ed emozioni ad essa associati”.
Allo stesso modo per noi Un libro è un libro è un libro.
La celebre scrittrice americana avrebbe certamente appoggiato il nostro tentativo di riportare l’attenzione su ciò che davvero conta in un libro, su ciò che un libro in realtà racchiude: le immagini che evoca, le emozioni che suscita.

>> Leggi il resto sul blog di Narcissus

La Roma degli scrittori

Questa domenica, nella capitale, prende il via un’iniziativa storico/ artistico/ scrittoria — nonché ludica — intitolata Roma letteraria: itinerari (sperando nel bel tempo) alla ricerca di un certo spirito della romanità che alcuni grandi scrittori mirabilmente hanno ritratto, con un occhio al periodo storico in cui essi hanno vissuto.

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Si inizia il 1° Marzo da Trilussa: chi meglio di lui — dicono le organizzatrici della visita guidata — ha saputo ritrarre in ficcanti, sornioni affreschi i personaggi e lo spirito di una Roma addirittura medievale e forse, in qualche piega residua, ancora attuale?

Appuntamento domenica 1° Marzo 2015 alle ore 15:30 in Piazza S. Egidio, a Trastevere. È necessario prenotarsi. Maggiori informazioni sul blog Non solo Mozart.

Giusto e sbagliato nel #selfpublishing

Che ci sia o non ci sia di mezzo la carta, l’autopubblicazione — il chi fa da sé fa per tre (non sempre e non per forza) dell’editoria — prevede una certa solitudine, quindi il sorgere quasi inevitabilmente di incertezze, insicurezze e dubbi. Se qualcosa va storto (per esempio: si vendono pochi libri) che cosa si è sbagliato? In cosa e come si può fare di meglio?

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Appunto a evitare queste angosce servono le agenzie come la nostra, o anche le iniziative come quella organizzata mensilmente da Narcissus su Twitter: la #selfpubchat. L’ultima delle quali, intitolata Self Publishing: lo stai facendo bene? ha inteso appunto fornire un aiuto a coloro che si autopubblicano e individuare eventuali criticità nel loro approccio.

Chi non ha potuto partecipare trova un resoconto dell’appuntamento virtuale (ma non solo) su questa pagina, oppure — come Storify — a questo link. Buona lettura!

«Improvvisazioni per chitarra e batteria» di Nevio Galeati

Siamo molto felici di annunciare che è uscito un nuovo libro elettronico creato e curato dalla nostra agenzia: Improvvisazioni per chitarra e batteria di Nevio Galeati.

L’autore — giornalista professionista dal 1979, nonché direttore artistico del Festival del Giallo e del Noir Italiani GialloLuna NeroNotte — ha deciso di rendere disponibile nel formato elettronico un suo romanzo giallo, pubblicato da Foschi Editore nel 2005, che ha avuto un ottimo riscontro ma che oggi, in cartaceo, è di difficile reperibilità.

L’editoria elettronica, infatti, e in particolare l’auto-pubblicazione, rappresenta una soluzione interessante anche per quegli scrittori i cui libri siano andati fuori catalogo. Con “fuori catalogo”, o “fuori stampa”, ci riferiamo a quei libri pubblicati in passato che non sono più disponibili presso i distributori e i rivenditori di libri nuovi, e quindi sono potenzialmente reperibili solo sul mercato dell’usato (escludiamo inoltre dalla categoria i testi entrati nel pubblico dominio — o “fuori diritti” — perché scritti da autori deceduti da oltre 70 anni, moltissimi dei quali sono scaricabili gratuitamente da Internet in modo legale).

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Come scrivere la quarta di copertina

La “quarta di copertina” è l’ultima faccia della copertina di un libro, sulla quale di solito c’è un breve testo: una descrizione del contenuto del libro stesso, magari una breve biografia dell’autore. Occupiamoci di quel testo, che è molto importante: è il biglietto da visita del libro. Oltre che sul libro fisico, viene riportato sui siti di vendita: si tratta delle prime parole che il potenziale lettore ha sott’occhio, in base alle quali deciderà se sfogliare l’anteprima e poi procedere con l’ordine.

Insomma, accanto al titolo e alla copertina, la quarta di copertina è l’elemento più importante nel determinare l’immediata appetibilità di un libro di qualunque genere. Il suo scopo è trasformare il distratto navigante in un lettore.

La tua quarta di copertina non raggiunge lo scopo? Forse possiede una o più di queste caratteristiche negative:

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Di cosa parla il mio libro?

Di cosa parla il tuo libro? Di cosa esattamente tratta il testo che hai scritto o stai scrivendo? A chi si rivolge, da quale tua esigenza è scaturito, chi potrebbe illuminare/ informare/ divertire, la consapevolezza di quale tipo di lettore/ individuo potrebbe sperabilmente ampliare?

Immagine di EladeManu

Può esserti molto utile esercitarti a descrivere sinteticamente, a voce, il senso e il contenuto del tuo testo (romanzo, saggio, sceneggiatura), in un modo che susciti l’attenzione e l’interesse di chi ti ascolta. Non stiamo parlando della sinossi o quarta di copertina, ma di una presentazione orale di 30 secondi in tutto, quella che in inglese è denominata pitch.

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Scrittori ai tempi di Internet

In questo articolo di Salvo Zappulla, uscito sull’ultimo numero del bimestrale Notabilis, si parla delle nuove possibilità che oggi si offrono a chi scrive — e si parla anche di noi di Scrittura a tutto tondo. Ne pubblichiamo un estratto, la prima parte; se desideri leggere l’articolo completo, puoi scaricarlo con un clic (Pdf — 770 KB).

La letteratura è subordinata alle leggi di mercato, i libri si producono e si adeguano ai gusti dei lettori. Questa considerazione, un po’ amara per la verità, trova pieno riscontro in un’era contrassegnata dalla globalizzazione, che molte volte fa rima con omologazione. La crisi accentua questa tendenza: editori in grosse difficoltà preferiscono rischiare sempre meno e appiattirsi sui prodotti di consumo, sui libri usa e getta, sulle storie di sesso a buon mercato; trame cruente da propinare ai lettori, thriller mozzafiato e commissari dalla mascella dura pronti a sparare al primo fruscio della tenda. Mode letterarie e spazzatura cartacea. Libri pubblicati esclusivamente per ragioni di cassetta. Oppure, gli editori preferiscono puntare su nomi consolidati, nomi sicuri a prova di mercato, magari autori cui rimane poco da dire.

Il cerchio si restringe. Meno spazio per i libri impegnati, per le opere squisitamente letterarie portatrici di “controvalori”. E meno spazio per i piccoli che operano in questo settore. Che tristezza assistere impotenti all’agonia delle piccole librerie indipendenti, strozzate dalla concorrenza spesso sleale delle grandi catene di distribuzione. Le piccole case editrici assorbite dalle balene che monopolizzano il sistema, decidono i premi letterari, gli autori da portare alla ribalta, quelli da tenere ai margini. E di questo passo dove va a finire il pluralismo? Dove va a finire la libera espressione intellettuale?

Per fortuna ogni democrazia ha i suoi anticorpi che reagiscono. È arrivato internet a porre un freno al tentativo di soffocamento; internet è l’invenzione del secolo, ha rivoluzionato il mondo della comunicazione. Se prima il monopolio dell’informazione apparteneva alle grandi testate giornalistiche, ora anche i piccoli editori e gli autori sconosciuti hanno trovato un’alternativa per avere visibilità. Anche se il mondo del virtuale è un oceano popolato da pesci multiformi che si muovono sconnessi alla ricerca di luce; un universo parallelo alla carta stampata, cui si contrappone, che cerca la sua via. E anche se spesso genera confusione e i testi non ricevono una vera selezione. Istituzione democratica per eccellenza, il web un piccolo spazio non lo nega a nessuno. Il rischio è di immergersi in un grande calderone dagli ingredienti più disparati; ma il web apre anche alla speranza, offre un piatto di minestra calda al viandante-scrittore cui altri hanno sbattuto la porta in faccia. Ed ecco che milioni di persone hanno trovato come tirare fuori i loro scritti dal cassetto, per proporli in questo palcoscenico futuristico che permette connessioni all’infinito con lo scambio di link. Possiamo considerarlo un vero movimento artistico? Un esercito di pennaioli è destinato a rivoluzionare il mondo della letteratura? O piuttosto un surrogato, un supporto che aiuta a tenere in vita i sogni velleitari di tante persone prive di talento?

Sicuramente ha i suoi aspetti negativi, è un congegno mostruoso in grado di trasformare la vita di un individuo e alimentare illusioni, ma non vi è dubbio che fornisca ossigeno ai più deboli, che sia entrato nelle nostre esistenze modificando comportamenti e impulsi, che abbia ridato entusiasmo e linfa a quanti si erano già rassegnati. Molti scrittori che non avevano visibilità si sono costruiti il loro bel sito per comunicare con i lettori e annunciare le loro iniziative. Molti preferiscono pubblicare i loro libri in versione e-book, o meglio autopubblicarli, e investire risorse in proprio facendo a meno degli editori. Ma come funziona questo modo di operare? È funzionale? Quante possibilità ci sono di emergere dal marasma di testi inseriti nei siti specializzati? Si può sperare nel miracolo di un improvviso successo?

Rivolgo queste domande a Rita Charbonnier

Hai bisogno di aiuto? Contattaci! Possiamo aiutarti a scrivere, pubblicare e promuovere il tuo libro. Siamo un gruppo di donne, coach esperte al tuo fianco lungo il percorso che ti porta a realizzare il tuo desiderio: Scrittura a tutto tondo è il servizio editoriale professionale che si prende cura delle tue aspirazioni.

Scopri di più leggendo le testimonianze degli autori con i quali abbiamo lavorato!

Aaargh! Il mio libro non vende!

Mi sono autopubblicato e, maremma maiala, il mio libro ha venduto cinque miserrime copie in tre mesi!!! Ma perché?!

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Diamo per scontato il fatto che il tuo libro, o navigante/autore/autrice intelligentemente dedito/a al self-publishing, sia ben scritto e attraente per un’ampia fascia di lettori; qui di seguito, dunque, trovi elencate dieci domande che dovresti porti se il tuo libro, ahinoi, vende poco o addirittura niente. Effettuare aggiustamenti anche solo su uno di questi fattori può avere un impatto considerevole sulla performance di un libro; ma il più delle volte occorre intervenire su diversi aspetti perché si ottengano risultati di rilievo.

1. Il mio libro ha un buon titolo?
Ricorda: un buon titolo incuriosisce, stimola, “funziona” dal punto di vista creativo e comunicativo, è originale e facilmente reperibile sui siti dei negozi online.

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