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Viva le librerie indipendenti!

Fai ancora acquisti presso le librerie indipendenti, o quando cerchi un libro ti dirigi a passi lunghi e ben distesi verso un megastore? Oppure ti affidi quasi sempre, per comodità, all’online? Che cosa significano le librerie indipendenti nella tua vita, sia come lettore/lettrice che come scrittore/scrittrice?

Librerie indipendenti: un angolo dedicato alla lettura.

Chi gestisce una libreria indipendente è, per forza di cose, una persona che ama i libri e la lettura ed è quindi spesso in grado di farci scoprire autori e autrici, italiani e stranieri, che altrimenti ci rimarrebbero sconosciuti. Se è vero che la diffusione di un libro passa molto attraverso il passaparola, il consiglio del libraio esperto e appassionato, quando si ha la fortuna di conoscerne uno, può essere prezioso. Alcune librerie indipendenti hanno trovato modi originali di dar vita a questa relazione, come la Piccola Farmacia Letteraria di Firenze — le cui gestrici affermano:

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Come scegliere l’editor giusto?

Hai contattato un editor, hai speso un sacco di soldi per fargli editare un testo e te lo sei ritrovato peggiorato — o comunque non molto migliorato? Purtroppo succede. Alcuni autori ci hanno pregate di ri-editare testi che erano già passati per le mani di qualcuno, e quando li abbiamo esaminati ci siamo messe le mani nei capelli…

Gli strumenti di un editor: bloc notes e matita.

Erano costellati di periodi goffi o incomprensibili, non avevano una buona struttura, o addirittura contenevano refusi ed errori di grammatica! Era meglio la versione originale.

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Perché scrivere un libro?

Scrivere un libro, e portarlo a termine, è fonte di grande soddisfazione. Per non parlare del momento in cui il libro è finalmente pubblicato: quando lo si stringe per la prima volta tra le mani, si prova una sorta di folle euforia. E non è che al secondo o al terzo libro la sensazione si attenui; al contrario, tende a intensificarsi.

Scrivere un libro: una tastiera, due mani che digitano e una tazza di caffè.

D’altra parte, non può essere solo questa la ragione che ci spinge a scrivere un libro. Ve ne sono altre, più profonde. Attraverso la scrittura, ad esempio, impariamo qualcosa di nuovo — su noi stessi, sulla vita o sulla scrittura in sé. Attraverso la scrittura, inoltre, comunichiamo qualcosa di importante. Se il nostro libro è un saggio sul mondo del lavoro, sarà utile ai nostri colleghi; se è un romanzo appassionante, farà trascorrere ore piacevoli ai nostri lettori; se è una storia di famiglia, parlerà delle nostre radici alla nostra discendenza…

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Buone vacanze!

In Italia, si sa, ad agosto si ferma tutto… e allora ci fermiamo anche noi. 😄 O meglio, interrompiamo solo alcune delle nostre attività: quella di promozione dei libri prosegue inarrestabile (del resto, molte persone durante l’estate riescono a leggere di più). Seguici su Instagram e Facebook per trovarci i nostri suggerimenti di lettura!

Foto di Pawel Pacholec.

Tutte le altre attività di Scrittura a tutto tondo (editing e creazione di libri, per citare le più importanti) a partire da oggi, e fino a metà settembre, sono molto rallentate. Le linee telefoniche non sono attive; puoi comunque mandarci una email, oppure contattarci tramite il modulo apposito. Ti risponderemo al più presto possibile.

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Le abitudini degli scrittori di successo

In rete abbondano i consigli di scrittura, i corsi e i videocorsi e i suggerimenti sulla creatività e sullo scrivere; e scorrendoli può capitare di sentirsi un po’ confusi, poiché c’è davvero di tutto. Esistono però, e questo è un fatto, alcune abitudini chiave, alcuni comportamenti di provata efficacia: le abitudini degli scrittori di successo. Scopriamole insieme.

Scrittori di successo: un computer e una corona d'alloro.

Hai presente il famoso manuale Le sette regole per avere successo? Ecco, ispirandoci a quel libro abbiamo schematizzato tali comportamenti nell’elenco qui sotto. Se li farai tuoi, non possiamo garantirti che otterrai il successo commerciale di Dan Brown… ma è senz’altro più probabile che riuscirai a portare a termine il tuo libro e che ne sarai fiero/a 😉

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Cosa NON fare quando si scrive un libro

Quando si scrive un libro per la prima volta, non di rado ci si ritrova a sprecare tempo ed energie perché si commettono alcuni errori di impostazione. Un brutto giorno, così, l’aspirante autore scopre che sta scrivendo il libro sbagliato, che la storia non cammina, che l’argomento non è a fuoco… 

Quando si scrive un libro. La scrivania dello scrittore: matite, bloc notes e una tazza di caffè.

Non essere tu quell’aspirante autore! Prima di iniziare a scrivere, prova a concentrare la tua attenzione sugli aspetti che seguono: questo ti aiuterà a fare chiarezza, a evitare gli errori più comuni dei principianti, a risparmiare tempo prezioso e utilizzare al meglio la tua energia creativa.

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È il momento di correggere il testo…

Hai completato la prima stesura del tuo libro. Finora hai pensato solo a scriverlo, dalla prima all’ultima parola, senza continuamente chiederti se un certo termine, una frase, uno specifico paragrafo erano i più appropriati. È arrivato, dunque, il momento di rileggere e correggere il testo.

Correggere il testo | Bloc notes e penne

C’è chi trova utile leggerlo ad alta voce. È un buon modo per rendersi conto, in primo luogo, se scorre oppure si trascina un po’, appesantito da termini e dettagli non del tutto necessari (il che è probabile). Ti sembra che qualcosa suoni contorto? Cerca un modo di semplificare. Temi che un periodo risulti prolisso? Cerca un modo più conciso di dire la stessa cosa.

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«Lui, lei e la Route 66» di Antonio Spica e Laura Ferraresi

Siamo felici di annunciare l’uscita di un romanzo molto speciale, appena pubblicato. Una storia romantica che affronta con leggerezza e ironia, e in modo autentico, questioni importanti come la disabilità e il pregiudizio. Una storia che tocca entrambi gli autori da vicino — per esperienza diretta, per interesse personale e per professione.

Lui lei e la Route 66

Questa la trama di Lui, lei e la Route 66. Il “lui” della storia è un giovane uomo con una disabilità, innamorato della vita. La “lei” è un’autrice di libri per ragazzi un po’ nevrotica, che resta in panne con la sua auto su una strada provinciale. Mentre, oltretutto, infuria un nubifragio. E chi la soccorre è proprio lui: un uomo in carrozzina.

Gli smartphone non funzionano. La pioggia non smette di scrosciare. Non c’è altro da fare che abbandonare l’auto e dirigersi al coperto. I due trascorrono una notte insieme, in una baita: si scontrano, si confrontano, si scoprono. Il flusso delle emozioni si presenta alla loro coscienza grazie ai ricordi di un viaggio che qualche tempo prima lui ha fatto in America, sulla mitica Route 66, con la sua handbike. Perché il viaggio è sempre un’avventura che ti fa varcare i confini di ciò che credevi di conoscere. Perché viaggiare significa impadronirsi di un altro sguardo e poi ritrovarsi a riferire gli stessi episodi con parole nuove… riusciranno a crescere interiormente? Riusciranno ad accogliere l’uno le fragilità dell’altro?

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