Hai presenti quei libri che sono scritti in modo così “vivo” da farti vedere gli ambienti descritti, tastare la stoffa degli abiti che indossano i personaggi, soffrire per le ferite inferte da una spada o da un colpo di pistola…? E hai presenti quei libri che raccontano più o meno le stesse cose ma non ti fanno vedere, tastare, sentire un bel niente?

Dar vita alla tua scrittura: una lettrice stringe il libro a sé, soddisfatta

Oggi ci concentriamo sui modi in cui puoi riuscire a dar vita alla tua scrittura, facendo saltare le parole fuori dalla pagina così da creare immagini potenti nella mente di chi ti leggerà. Questo vale qualunque sia il genere del libro che stai scrivendo: auto-aiuto, manuale, autobiografia o narrativa.

Intendiamoci: non basta mettere in pratica una manciata di espedienti per fare la differenza tra una pagina piatta e scontata e una pagina che evochi immagini vivide! Però, mettere a fuoco gli aspetti che contano può essere di grande aiuto. Se non altro, è un buon punto di partenza.

1. Chiarezza e specificità

Quando descrivi le situazioni in cui avvengono i fatti che racconti, utilizza criteri di chiarezza e specificità. Non costringere i lettori a indovinare se i tuoi personaggi stanno in piedi mentre discutono, oppure sono seduti e uno dei due appoggia la testa sulle gambe dell’altro. Immagina la scena nella tua mente e per dipingerla utilizza termini univoci.

D’altra parte, non esagerare con i dettagli: allungò la mano destra per impugnare la penna che si trovava sull’angolo destro del ripiano del tavolo può darsi che sia un po’ troppo… non è detto, dipende dal contesto, ma forse può bastare prese la penna

2. Dare vita alla tua scrittura: le emozioni

Arricchisci le azioni che descrivi con emozioni e motivazioni sottese. È andata al negozio: debole. Ha camminato fino al negozio, meglio. Ha corso fino al negozio, buono: ci dice che il personaggio aveva fretta di arrivare. Si è trascinata verso il negozio, meglio ancora: ci dice che il personaggio ha dovuto superare un ostacolo, fisico o psicologico, per raggiungere il suo obiettivo.

3. Azioni, non aggettivi

Lascia che siano i tuoi lettori a trarre le conclusioni sugli stati d’animo dei tuoi personaggi. Non limitarti a dirmi che lui era nervoso e lei era agitata. Piuttosto, fai fare loro qualcosa che mostri inquietudine: un tic, una balbuzie, l’asciugarsi il sudore dalle mani, una parola di troppo. In questo modo io, lettrice, trarrò le conclusioni su cosa significano le azioni dei personaggi e sarò coinvolta anziché ascoltare un piatto resoconto senza vita.

4. Troppi avverbi: troppo sale

Rapidamente, lentamente, rabbiosamente: gli avverbi sono modi sintetici di trasmettere informazioni, che però non ti aiutano a dar vita alla tua scrittura. Dimmi invece che lei ha avuto uno scatto o è corsa via, che lui trascinava i piedi, che ha scagliato un oggetto per terra.

5. Non avere fretta

Datti il tempo di trovare la parola più giusta, l’espressione più appropriata. Quando scrivi la prima bozza, concediti il lusso di lasciare che le parole scorrano senza troppo soppesarle, senza troppo star lì a chiederti quale sia quella davvero perfettissima.

Quando elaborerai la stesura successiva, potrai andare a caccia di eventuali ripetizioni e imprecisioni, magari rileggendo il tuo scritto ad alta voce: questo può aiutarti a sentire cosa funziona e cosa ha bisogno di miglioramenti. Se poi riterrai di aver fatto tutto il possibile per migliorare il tuo testo per conto tuo, e che sarà arrivato il momento di trovare un editor che gli faccia fare un ulteriore salto in avanti, sceglilo con cura.

6. Goditi la scrittura!

Se scrivi godendoti il processo della scrittura, divertendoti, i tuoi lettori parteciperanno al tuo divertimento. La tua scrittura coglie naturalmente il tuo stato d’animo. Se fa caldo e ti piace stare all’aperto, scrivi in un prato, in un parco, in campagna. Scrivi in un posto accogliente e stimolante, in uno spazio luminoso e felice: questo ti farà entrare in uno stato creativo e darà luce e vita alla tua scrittura.

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