Comincia a far freddo, e l’autunno inoltrato, e l’inverno, sono periodi meravigliosi per “pescare nel profondo” e mettersi, o rimettersi, a scrivere. E magari per cercare dentro di sé una voce che venga dal cuore, dalla nostra parte emotiva e più preziosa, anziché solo da quella razionale.

Scrivi con il cuore: due mani che tengono un cuore di stoffa

Sì, perché quando ci sediamo davanti al computer e ci ritroviamo a fissare lo schermo, molto probabilmente entriamo in modalità “testa”. È una cosa quasi automatica. Ma se scriviamo con il cuore, la nostra scrittura ne trae un grande giovamento. Ecco alcune riflessioni sulla scrittura che viene dal cuore, e alcuni consigli utili a entrare in contatto con la nostra parte più creativa e vitale.

Scrivi con il cuore: dentro ognuno di noi c’è un piccolo poeta dimenticato…

Anche tu, durante l’infanzia e l’adolescenza, scrivevi poesie? Quasi tutte, quasi tutti l’abbiamo fatto. Prendevamo un quadernino e scrivevamo poesie magari al risveglio, o addirittura prima che il sole dipingesse il cielo di sfumature di rosa, viola e arancione. Scrivevamo del nostro desiderio giovanile d’amore, e l’atto di scrivere con il cuore ci riempiva di euforia. Scrivere poesie, per noi, era un’ancora di salvezza. Ci sentivamo così vivi, quando lo facevamo…

Poi, crescendo, abbiamo messo la poesia da parte e abbiamo pensato di non esserne più capaci. È così anche per te? Anche tu hai represso la tua inclinazione per la poesia? Eppure l’atto poetico crea una connessione immediata con la fonte dell’ispirazione, con il centro vitale che risiede in ognuno di noi; con la nostra “musa”, se vogliamo. La poesia può essere un meraviglioso punto di partenza per qualsiasi tipo di scrittura, perché proviene da uno spazio creativo e incentrato sul cuore. 

Cosa rischi se scrivi solo con la testa

Quando scrivi solo con la testa, senza il cuore, corri il rischio concreto di esaurire il tuo slancio. È facile perdere la motivazione, quando manca la passione per l’argomento di cui si scrive, e per la scrittura in sé. 

Inoltre, quando scrivi solo con la testa, è facile che ti ritrovi a fare qualcosa di più simile a un comizio che a una conversazione intima. Non coinvolgi i tuoi lettori nel processo di scoperta, non parli “con” loro, ma “a” loro. Ti rivolgi a un amorfo ammasso di gente, anziché a persone vive e reali. Mentre scrivi, prova invece a immaginare chi ti leggerà, a percepire la connessione con lui, lei, loro: una connessione di cuore.

In più, se scrivi solo con la testa, la tua scrittura può apparire forzata. Quando scrivi con il cuore, invece, c’è spazio per metafore audaci, per un linguaggio giocoso, un ritmo e un fraseggio sorprendenti… ma quindi, come si fa a scrivere con il cuore?

Scrivi con il cuore: 5 consigli utili
  1. Sii curiosa, sii curioso. Accetta la possibilità di non avere il controllo su tutto quello che scrivi. Potrebbe accadere qualcosa che non avevi previsto, e sarebbe un bene. Certo, devi aver costruito una struttura per il tuo romanzo, saggio, articolo. Questo ti aiuterà a creare un contenitore per la tua storia, per gli argomenti di cui ti occupi. Ma poi, cerca di aprirti al cambiamento. Continua a chiederti: c’è qualcosa che ancora non vedo? La scrittura migliore nasce dall’intento di scoprire una verità più profonda, una nuova prospettiva.
  2. Muoviti! Fai una passeggiata, danza, pratica lo yoga, il qigong o il tai chi. Queste attività ricaricano la mente, il corpo e lo spirito e ti aiutano a entrare in uno stato creativo. Fare lunghe camminate, arrampicarsi su una parete rocciosa, percorrere il lungomare o il lungolago o il lungofiume, aiuta a trovare l’ispirazione. Stare nella natura rende la scrittura più naturale e facile.
  3. Attingi al tuo senso dell’umorismo e divertiti. L’attitudine al gioco, l’esercizio del senso dell’umorismo, invitano sia te che i tuoi lettori a entrare in uno stato espansivo in cui sono coinvolti i vostri cuori, e le vostre menti sono aperte. Lascia il tuo spirito critico fuori dalla porta e sentiti libero/a di sperimentare: per esempio, prima di lavorare a un capitolo, scrivi qualche verso nella natura. Oppure, annota i suoni che senti, quando ti siedi a scrivere. Assumi una personalità stramba, gioca con una nuova voce. Prova a metterti in uno spazio più aperto, in cui non c’è controllo, e vedi se questo ti libera.
  4. Accetta il fallimento. Non il vero e proprio fallimento, ma ciò che l’ego considera un fallimento. Concediti la possibilità di sbagliare: sbagliare è così bello! Senza errori non si progredisce, senza errori non si è nulla. E concediti anche di essere vulnerabile, sapendo che puoi sempre modificare quel che hai scritto. Se continui a “editarti” mentre scrivi, il tuo giudice interiore blocca la tua creatività. Se invece ti dici che puoi cambiare qualsiasi cosa prima di mandare in giro il tuo elaborato, ti dai il permesso di scrivere cose di cui hai paura, cose che non riesci ad ammettere nemmeno con te stesso/a… e questo è un processo potente!
  5. Connettiti con la tua ispirazione. Chiudi gli occhi, prendi qualche respiro profondo e cerca la guida che risiede dentro di te. Lascia andare ciò che pensi di dover fare e chiedi alla tua musa cosa desidera che tu faccia in questo momento. Qui ed ora.

E scrivi. Con il cuore.

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