Il grande Walt Disney ha più volte raccontato che il personaggio di Topolino “apparve” sul suo blocco da disegno durante un viaggio in treno. In quel periodo le cose gli andavano malissimo e sembrava che da un momento all’altro dovesse abbandonare Hollywood e tornarsene al paesello, con tutti i sogni di gloria miseramente infranti. 

Minnie, uno dei personaggi di Walt Disney
Minnie

Eppure, in quel momento così difficile, Walt Disney non aveva gettato la spugna e anzi ne aveva provata un’altra: era saltato su un treno, “in cerca di quattrini e di consigli”. Di quattrini non ne aveva trovati (così racconta), di consigli ne aveva ottenuto forse qualcuno; ma il punto è che, proprio durante quel benedetto viaggio, aveva avuto l’ispirazione per il personaggio che avrebbe fatto la sua fortuna (e quella di molti altri).

Secondo gli esperti, la tenacia — la capacità di non mollare, anche quando gli ostacoli sono davvero tanti — è una componente fondamentale del successo. Ci sono persone che non rinunciano a perseguire i propri obiettivi, quando incontrano difficoltà; che non si lasciano scoraggiare, nemmeno se ogni cosa sembra andare per il peggio. Ecco, tutti coloro che, dalla notte dei tempi, sono riusciti a realizzare i propri obiettivi — i propri sogni — avevano in comune questa caratteristica.

Ma si può imparare a non mollare? Certamente non è semplice, e occorre riflettere e lavorare parecchio su di sé; magari può anche essere utile trarre ispirazione da un grande, grandissimo esempio.

Walt Disney: un grande esempio di perseveranza

A 21 anni, quando lavorava in un’azienda pubblicitaria, Walt Disney scoprì il mondo dell’animazione e iniziò a realizzare bobine pubblicitarie e cortometraggi animati. Presto si trasferì in California, con 40 dollari in tasca e con suo fratello Roy, insieme al quale iniziò a sviluppare l’idea di creare film con disegni animati.

Un anno dopo si concentrava sullo sviluppo delle storie e sulla regia, e non lavorava più come animatore. Ma a seguito di diverse battute d’arresto negli affari, Walt e Roy furono presto sull’orlo della bancarotta. Fu in questo periodo difficile che Walt ebbe l’idea di Topolino, e diede vita al primo cartone animato che lo vedeva protagonista. Intendeva mostrarlo a diversi dirigenti cinematografici, nella speranza di ottenere un contratto e vedere i suoi cortometraggi proiettati nei cinema di tutti gli Stati Uniti.

Uno dei dirigenti cinematografici ai quali mostrò il suo lavoro gli rise in faccia. Gli disse che la sua idea non avrebbe mai funzionato, perché i bambini hanno paura dei topi e anche le loro mamme li temono: nessuno avrebbe mai pagato un biglietto del cinema per guardare un topo stupido che fa cose stupide.

Ovviamente Walt Disney non si fece scoraggiare da quel tale (che forse era ben più stupido del topo) e continuò a credere nel suo sogno. Lavorò sodo e finalmente venne «il giorno, un bellissimo giorno» (così disse) «in cui riuscii a piazzare Mickey Mouse al Colony Theatre di New York. Fu un successo strepitoso… per la prima volta un film a disegni animati, allora considerato una sottospecie della produzione cinematografica, veniva portato alle stelle».

Il grande classico Biancaneve e i sette nani, che venne qualche anno dopo, fu un’impresa ancor più rischiosa. Per completare l’opera gli ci vollero tre anni di lavoro, oltre 600 disegnatori e Walt Disney dovette chiedere più di un milione di dollari (una cifra mostruosa, al tempo) di prestiti e finanziamenti. Se il film fosse andato male, i creditori lo avrebbero distrutto. Lui però era (giustamente) convinto che gli spettatori si sarebbero identificati con i suoi personaggi disegnati e che il duro lavoro di tutte le persone coinvolte sarebbe stato ripagato.

Quando il film uscì, il 21 dicembre 1937, fu un successo stratosferico. Nel maggio 1939, era diventato il film con il maggior incasso del cinema americano, totalizzando quasi 7 milioni di dollari.

Tieni duro, soprattutto quando il gioco si fa duro

Talvolta ci arrendiamo proprio quando sta per arrivare una svolta. Decidiamo di mollare nel momento in cui siamo più vicini a cogliere i frutti del nostro lavoro.

Sii persistente, invece!

Se ti scontri con problemi finanziari, di salute o nella tua scrittura, o se un individuo magari anche autorevole ride dei tuoi sogni, ricorda l’esempio di Walt Disney. E vai avanti!

Non tutti capiranno il tuo sogno. Perché la verità è che non tutti ne sono in grado, e il tuo compito è credere nel tuo sogno anche quando gli altri non riescono a farlo. Sentire qualcuno dire che la tua idea è mediocre è doloroso e terribilmente scoraggiante, e potresti provare la tentazione di dare ascolto a quella voce giudicante e negativa. Non farlo! Piuttosto che lasciarti sopraffare dai dubbi e della negatività, vai alla ricerca delle persone che possono aiutarti a realizzare il tuo progetto.

Trova persone che credono in te e nella tua visione; circondati di gente che sia in grado di darti supporto. Questo è quello che fece anche Walt Disney: quando lavorava a Biancaneve, alcuni dei suoi collaboratori facevano gli straordinari senza ricevere il compenso aggiuntivo, perché credevano nel suo sogno.

Quando credi in qualcosa, credici fino in fondo: in modo assoluto e indiscutibile.

Walt Disney

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2 commenti a: Segui l’esempio di Walt Disney: non mollare!

  1. Il difficile, non è trovare l’idea, ma riuscire a farla conoscere a qualcuno che può pensarla come te e aiutarti per provare assieme a raccoglierne i frutti

    • Siamo d’accordo! Ed è esattamente quel che fece il grand’uomo del nostro esempio, quando non si fece condizionare dal tonto che gli disse che il topolino non era una buona idea 😀 e continuò ad andare alla ricerca di persone che gli corrispondessero di più. Ciao!

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