Siamo di nuovo in clausura (meno rigida), spaventati/irritati dalla pandemia, preoccupati per il futuro, terrorizzati dalle notizie tragiche che si susseguono… e allora, qualcuno cerca conforto in una bevanda calda, una copertina a quadri e un paio di buffi calzini ricevuti in dono lo scorso Natale. Un Natale a cui è seguito un anno doppio, 2 volte 20, che poteva essere doppiamente fortunato e si è rivelato doppiamente… lasciamo perdere.

Scrivere nei momenti difficili, quando si è chiusi a casa: una ragazza su un divano.

Ma la scrittura? È stato un tema ricorrente, in questo 2020: autori normalmente prolifici si sono bloccati all’improvviso. Non riuscivano a scrivere. Con loro sorpresa, e anche con un certo dolore. Sì, perché per le persone creative è doloroso non riuscire a creare

È per via di quel che accade nel mondo, questo è chiaro. Siamo stati colti di sorpresa. Non eravamo pronti, non ce l’aspettavamo. Abbiamo tutti ricevuto un colpo al cuore che nessuno poteva prevedere, e adesso ci ritroviamo spiazzati, al centro di un deserto creativo senza fine. Desideriamo scrivere, ma siamo attraversati da uno strano intorpidimento e una desolante carenza di idee.

Sarà umanamente possibile riuscire a scrivere nei momenti difficili? Difficili come questo?

Trasformare i sentimenti negativi

Durante la “prima ondata”, diversi musicisti, nell’impossibilità di tenere concerti, hanno cercato altre strade per esprimersi; e anche se non sono mancate voci allarmate sul futuro dell’industria musicale, numerosi progetti d’ogni genere sono nati durante la quarantena.

E numerose canzoni: per esempio, il deejay francese Bob Sinclar — che ha fatto ballare per 55 giorni di fila il pubblico collegato on line con il suo studio — ha composto un nuovo brano, I’m on my way. Un vero e proprio inno alla fiducia.

“Il lockdown è stato fonte di ispirazione” ha dichiarato Bob Sinclar: gli ha consentito di trasformare i sentimenti negativi in un combustibile per la sua creatività. Il che dà da pensare. Non è una cosa, questa, che più o meno tutti sappiamo fare? Anzi, che abbiamo già fatto?

Ricordi la poesia che sgorgava dal tuo cuore nel bel mezzo dell’angoscia, quand’eri alle scuole superiori? La canzone che hai scritto a tarda notte, la maledetta notte in cui la persona che credevi ti amasse ti ha lasciato? I disegni che abbozzavi cercando di nutrire il tuo cuore ferito dallo shock del tradimento, delle promesse non mantenute, della perdita?

Certo, non è sempre possibile trasformare i sentimenti negativi in energia creativa. Ci sono traumi nei quali sarebbe troppo doloroso addentrarsi, soprattutto a caldo. Ma se è vero che non siamo più gli stessi dopo un colpo devastante, è anche vero che non c’è nulla di più potente, trasformativo e in definitiva stimolante dell’essere sbalzati fuori dal proprio territorio. Quando perdiamo l’equilibrio, vediamo il mondo in modo nuovo, e può essere un bene.

Scrivere nei momenti difficili per stare meglio

In realtà, ora come ora peggioriamo solo le cose se evitiamo di impegnarci nell’unica attività che ci farebbe sentire meglio: l’attività creativa.

È chiaro, siamo sconvolti, molti di noi hanno subito un lutto, siamo delusi, addolorati, disperati, spaventati, frustrati, preoccupati… e non scrivere peggiora la situazione! Perché quando esprimiamo la nostra creatività ci sentiamo indubbiamente meglio. Perché le poesie che il nostro cuore spezzato partoriva negli anni del liceo ci facevano sentire meglio. E dobbiamo questa gioia a noi stessi, soprattutto adesso.

Quindi, per te, che scrivi, è arrivato il momento di rimetterti in gioco. Con un piccolo sforzo e tanta fiducia, puoi rielaborare i sentimenti negativi, allontanartene e tornare alla creazione.

Scrivere nei momenti difficili: ma come?

Procedi lentamente, a piccoli passi. Sii gentile con te stesso/a. Se la scrittura adesso ti sembra un’estranea, dovrai imparare a conoscerla di nuovo. Inizia con il caffè del mattino, piuttosto che con una cena luculliana: mantieni basse le tue aspettative. Anche 15 minuti di scrittura al giorno sono trasformativi, ed è decisamente meglio scrivere ogni giorno per 15 minuti che una volta ogni 6 mesi per un intero weekend.

Sii riservato/a. Almeno all’inizio, non parlare con il mondo intero (magari sui social) del fatto che ti stai rimettendo a scrivere, che ci stai riuscendo. Potresti ritrovarti a parlarne moltissimo e a scrivere… molto meno.

Corri qualche rischio. Questo ti porrà in uno stato d’animo giocoso e attiverà anche un senso di meraviglia e novità. Scrivi poesie, se di solito scrivi in ​​prosa; scrivi canzoni, monologhi, racconti brevi…

E ricorda che il modo migliore per ritrovare l’ispirazione è, semplicemente, iniziare. In modo imperfetto, in prima battuta è inevitabile, ma iniziare adesso! Le ferite guariscono, e averne subite ci rende più saggi, forti e ispirati.

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