Hai deciso che questo è l’anno decisivo per la tua scrittura, l’anno durante il quale porterai a termine la stesura del tuo libro? Bene, che bel proposito! Abbi fiducia: quel che hai da raccontare, quel che hai da esporre dev’essere ascoltato e letto (il mondo ne ha bisogno), e avrà un senso e un significato per chi lo leggerà…

Fin qui, tutto bene. Poi però tocca anche fare i conti con un paio di realtà un po’ meno confortanti. La prima è che scrivere e pubblicare un libro può essere un’esperienza a dir poco esaltante, ma è anche un’impresa difficile e faticosa. Molti aspiranti autori si impantanano ancor prima di iniziare il cammino, o perdono lo slancio lungo la via.

La seconda dura realtà è che molti di noi, all’inizio di ogni nuovo anno, compilano diligenti elenchi di buoni propositi, ma riescono a mantenerli in un misero 15% dei casi. Sì, hai letto bene: l’85% (circa) dei buoni propositi di Capodanno viene disatteso. E questo non accade perché “non lo volevi abbastanza”, ma perché porsi un obiettivo non è sufficiente: per raggiungerlo ci vuole metodo.

Come mai, dunque, disattendiamo i buoni propositi? E soprattutto, come possiamo raggiungere un traguardo importante come quello di finire il nostro libro entro l’anno?

1. Pianificazione

Quando arriva gennaio, molti di noi commettono l’errore di mordere più di quanto possano masticare e compilano liste di 10/20 buoni propositi che fanno paura solo a guardarle. Magari, oltre che dirti “quest’anno scriverò il mio libro”, hai in mente di imparare una nuova lingua, perdere 10 chili, viaggiare di più, impratichirti nello yoga… la verità è che una lista del genere, anziché motivare, dà un senso di oppressione; e che la tentazione di spingere sull’acceleratore, che proviamo specialmente all’inizio di un nuovo anno, è destinata a farci sentire frustrati e scoraggiati.

È molto più sensato spezzettare ogni obiettivo in blocchi di minore entità e stabilire piccole abitudini quotidiane che ci spingano in modo graduale e realizzabile verso il risultato che desideriamo raggiungere (vedi sotto).

2. Concentrati sul processo anziché sul risultato. Definisci un rituale

È facile dire “entro l’anno scriverò il mio libro da cima a fondo”, ma è ben altra cosa mettere in atto il lavoro necessario perché alla fine dell’anno il libro possa effettivamente esistere. Gli obiettivi non si raggiungono solo perché lo si desidera. Occorre superare l’idea mitica del “risultato finale” e concentrarsi invece sul processo specifico che porterà a raggiungerlo: sull’abitudine quotidiana di cui al punto precedente.

Se il tuo obiettivo è completare la prima stesura del libro entro dicembre, il tuo rituale quotidiano potrebbe essere quello di dedicare alla scrittura non più di mezz’ora la mattina presto (quando tutti ancora dormono) oppure la sera (quando torni dal lavoro). Stabilisci che in tale occasione, ogni giorno, scriverai un paragrafo. Davvero: un paragrafo al giorno, non un intero capitolo. Non soccombere all’idea che un piccolo passo quotidiano come questo non ti porterà abbastanza velocemente al risultato che desideri (cosa che potrebbe indurti a prendere il rituale sotto gamba, oppure a saltarlo del tutto): nella realtà è esattamente il contrario.

3. Sii paziente

L’impazienza può ostacolare il raggiungimento dei nostri obiettivi. Pensiamo: “Quest’anno scriverò il mio libro? Ma quando mai?! È da una vita che prendo appunti e non ne è ancora venuto fuori qualcosa di sensato!”

Pensa che stai facendo una maratona, non i 100 metri. Divieni consapevole del fatto che gli obiettivi si raggiungono lentamente e a piccoli passi, non lavorando come automi per un periodo limitato. È assai più probabile che tu porti a termine la stesura del tuo libro scrivendo mezz’ora al giorno che non tappandoti in casa per tre mesi senza più avere contatti con il mondo.

Quando l’avrai compreso, quando avrai vinto questa battaglia con te stesso/a, sarai già in vista del traguardo.

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