«Nuove teorie del romanzo vengono escogitate di continuo, ma la regola di base è: tieni alta l’attenzione del lettore. […] Il tuo obiettivo, come scrittore, è far sì che il tuo lettore continui a credere nella tua storia, malgrado entrambi sappiate che si tratta di finzione.»

Così afferma Margaret Atwood nel video di presentazione del suo corso di scrittura online.

Immagine di Mark Morgan

I migliori romanzi sono quelli che creano un mondo e vi trasportano il lettore fin dal primo paragrafo. In alcuni casi c’è bisogno di una pagina, in altri di due. Ma se occorre troppo tempo per entrare in quel mondo, non saranno in molti a proseguire la lettura; lo faranno coloro che sono già innamorati dell’autore, oppure coloro ai quali è stato garantito che, dopo un po’, il romanzo si rivelerà strepitoso.

I migliori romanzi sono quelli che creano mondi immaginari, ma credibili. Sia chi scrive, sia chi legge sa perfettamente che si tratta di una storia inventata, di fiction, eppure entrambi “vi credono”. E può darsi che per raggiungere questo risultato non ci sia tanto bisogno di essere maestri di parole (anche se certamente questo aiuta), quanto di scrivere con precisione.

Ogni sistema complesso, per funzionare al meglio, deve essere progettato con precisione. I palazzi costruiti con precisione (e materiali solidi) durano per secoli. La scrittura non è dissimile. Se utilizziamo immagini specifiche, e un linguaggio accuratamente scelto, terremo viva l’attenzione del lettore e lo tratterremo in quel mondo immaginario.

In altre parole, quando scriviamo (e dopo, quando correggiamo e riscriviamo) non dovremmo MAI limitarci a buttar giù la prima cosa che ci passa per la testa, ma dovremmo essere precisi nella scelta di ogni elemento.

«Scrivo sempre a mano, e procedo molto lentamente, e solo quando il periodo mi è venuto ben chiuso e calettato e le parole sono quelle che devono essere e non altre suggerite dalla fretta, solo allora passo ad altro periodo. E lo stesso faccio con i capitoli.»

Così dichiarò Elsa Morante in un’intervista.

Scrivere con precisione: come?

Prova a porti alcune domande. Quali sono i tratti fondamentali del tuo personaggio, quali le sue caratteristiche psicologiche? Quando lo fai agire, parlare, riflettere, tienile sempre presenti. Il suo linguaggio, il suo comportamento, sarà diverso da quello degli altri personaggi, e dovrà esserlo sempre.

Non enunciare: mostra. Lascia che sia il lettore a trarre le sue conclusioni. Puoi dire che una donna è anziana, oppure puoi descrivere i suoi capelli grigi, la sua pelle rugosa e farla parlare con una voce roca e pacata che ha qualcosa di ultraterreno. Puoi dire che un uomo è vanitoso, oppure puoi farlo specchiare regolarmente, pettinarsi e darsi una spruzzata di profumo tra una riunione di lavoro e l’altra, e farlo pensare durante la riunione che tutte le donne nella stanza stanno guardando lui.

Inoltre, non dire ogni cosa. Del tuo mondo immaginario, tu sai molto di più di quel che farà parte del tuo libro; un po’ di materiale dovrà essere eliminato durante la revisione, un po’ non dovrà entrarvi fin dal principio. Chi ti leggerà colmerà i vuoti, e lo farà semplicemente perché così funziona la mente umana. Nello stesso modo in cui riusciamo a leggere le parole stampate anche se mancano alcune lettere, quando ci immergiamo nella narrativa inseriamo dettagli che si riferiscono alla nostra esperienza di vita. Leggiamo le righe di testo, leggiamo tra le righe, leggiamo sotto e sopra le righe stesse.

Nei suoi quaderni manoscritti, Elsa Morante rivolgeva spesso un monito a se stessa: “Non bisogna dire ogni cosa!”. Inoltre, la grandissima scrittrice costruiva le sue opere con estrema precisione. Su questa pagina ve ne sono diverse testimonianze.

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