Tu, che scrivi, prova a porti un obiettivo pieno di senso: quello di scrivere con gioia. Quello di cacciar via dalla tua psiche, per sempre, il sergente Foley e trasformare così la tua scrittura in un processo energizzante e appagante — il che molto probabilmente ti indurrà a scrivere un buon libro.

Scrivere con gioia: una ragazza che sorride

Ognuno di noi ha un sergente Foley dentro di sé, o forse pensa che sarebbe utile averne uno; che basterebbe un po’ di disciplina per scrivere di più e meglio. Be’, non è detto. (Non sai, o non ricordi, chi era il sergente Foley? Il simpaticone di questo vecchio film: qui sotto, una scena).

Scrivere un libro è, per certi versi, un processo alchemico. Si traggono elementi dal cielo e dalla terra, e si crea una cosa nuova. Letteralmente, si trasforma una serie di pensieri in un oggetto fisico: un libro. E questo processo può essere spaventoso, travolgente, può a volte confondere o essere frustrante. Può capitare di sentirsi bloccati, di avvertire l’urgenza di scrivere, ma non la passione per la scrittura; si può provare rabbia, pensare che tutto quanto si è scritto, o tentato di scrivere, fino a quel momento, è semplicemente da buttare.

Quando provi questi sentimenti, sappi che sei in uno stato di resistenza. Vuoi scrivere ma non vuoi scrivere. Dentro di te è in corso una guerra. E ovviamente, in queste condizioni, non puoi scrivere con gioia.

Quando resistiamo a qualcosa e ci sentiamo sotto pressione, avere a che fare con il sergente Foley può solo peggiorare le cose. Non abbiamo bisogno di un dittatore che fissi obblighi e divieti, ma di entrare in contatto con il nostro spazio interiore, lo spazio sacro dal quale le parole possano tornare a fluire.

Scrivere con gioia: il tempo

Più volte, in altri articoli, abbiamo insistito sulla necessità di fissare una tempistica per scrivere, nell’arco della giornata o della settimana; abbiamo sostenuto che occorre pianificare con cura i momenti riservati alla scrittura, e difenderli. Ma forse la questione del tempo da dedicare alla scrittura può essere posta in altro modo. Forse si tratta anche di qualità del tempo stesso. Di una serie di momenti non necessariamente finalizzati alla produzione di un certo numero di parole, ma dedicati all’attenzione. Invece di spingere il tuo progetto di scrittura come fosse un carrello pieno di spesa, prova a metterti a sedere e a pensare con calma a ciò di cui intendi parlare.

Prova a immaginare il tuo libro come un potenziale partner romantico. Flirta con lui. Fagli domande. Lascia che ti parli di sé. Familiarizzaci. Non limitarti a chiedergli di esibirsi per te, di prodursi in qualcosa. Coinvolgilo. Danza con lui. Sdraiati sull’erba accanto a lui guardando le nuvole… potresti persino immaginare che il libro già esista, stampato, che sia collocato sul sedile del passeggero mentre guidi la macchina, che sia appoggiato sul tuo comodino. Immagina il tuo libro accanto a te, entra in contatto con lui, conoscilo e sii gentile in questo processo di connessione.

E tieniti sempre in contatto con la passione che nutri per l’argomento del quale il tuo libro si occupa. Prima di metterti a scrivere, ogni volta fa’ qualcosa che ti ponga in una condizione ricettiva: camminare, respirare profondamente, meditare, ascoltare musica che ami, sfogliare libri di fotografia con immagini correlate all’argomento del libro… qualunque cosa vada bene per te. Sperimenta, azzarda. E poi, scrivi.

Perché è così che si riesce a scrivere un libro: non considerandolo come un lavoro ingrato ma ricevendolo come un dono, un privilegio gioioso; conoscendolo e lasciandosi coinvolgere pian piano. Impara a scrivere con gioia. Stai con il tuo libro, e il tuo libro arriverà.

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