Scrivere sui socialIl collage di immagini che campeggia più in basso (trovato in rete) risale a qualche tempo fa — e lo si vede non solo dal fatto che Shakespeare vi è ritratto come appare in un film perlopiù dimenticato, ma anche dal fatto che il “passatempo” preferito dall’aspirante scrittore, secondo il collage, sarebbe il solitario di Windows. Che ormai non fa più quasi nessuno. Perché adesso la distrazione principale per chi scrive è rappresentata dai social.

Tu che scrivi, o provi a farlo senza riuscirci più di tanto, pensa un attimo alla tua giornata di ieri. Quante volte hai dato un’occhiata a Facebook e Twitter? Quante volte il suono di un gruppo di WhatsApp ha allontanato i tuoi pensieri dai tuoi obiettivi creativi? Quante volte sei andato/a a controllarti la posta? A pensare alla quantità e qualità di distrazioni alle quali siamo soggetti, vien da dire che riuscire a portare a termine qualcosa che assomigli a un testo anziché a uno “status” è un miracolo.

(clic per ingrandire)

Diciamo che, dopo tre quarti d’ora (o giù di lì) che scrivi, all’improvviso provi il desiderio irresistibile di controllarti la posta. Ti dici: “Tanto ci metto un attimo”, oppure: “In fondo una pausa me la merito”… e dopo un’altra ora sei ancora lì che rispondi alle email o guardi i video dei gatti ( 🙁 ).

Il quadretto ti corrisponde?

“Com’è possibile?” ti dici, pieno/a di frustrazione. Sembra quasi che la tua mente sia lì a boicottarti di proposito e impedirti di concentrarti sulla scrittura, che è quel che ami di più. Soluzione? Cancellarsi da tutti i social? Radicale, ma non risolutivo (e controproducente sotto altri punti di vista). Togliere tutti gli avvisi sonori e le notifiche? Non serve a molto, se poi non si riesce a resistere alla tentazione di andare a dare un’occhiata qui e là… e anziché scrivere il proprio libro, ci si ritrova a scrivere sui social.

Possiamo provare a mettere in atto qualche altra strategia.

1. Mettiti a scrivere nel momento migliore della giornata. Per te

Se è vero che esistono i ritmi circadiani, che corpo e mente mettono in atto veri e propri cicli di funzionamento, per scrivere occorrerebbe che scegliessimo (compatibilmente con le esigenze quotidiane, è ovvio) il momento della giornata nel quale sentiamo di essere più creativi.

Secondo numerosi studi, ad esempio, il cervello è particolarmente pronto e produttivo nelle ore mattutine (e anche secondo la saggezza popolare: le ore del mattino hanno l’oro in bocca, si suol dire). Prova magari a mettere la sveglia un po’ più presto del solito; potresti scoprire che lavorare ai tuoi scritti mentre il resto della popolazione della casa, se non della città, è ancora beatamente addormentato ti consente di crearti uno spazio mentale molto meno permeabile agli “attacchi social”.

2. Elimina le distrazioni

Facile a dirsi. Uscire dagli account, mettere il telefono in modalità silenziosa o addirittura spostarlo in un’altra stanza può non essere sufficiente.

Ovviamente spegnere del tutto il modem non è molto furbo, se quel che stai scrivendo al computer ti porta a effettuare ricerche in rete, oppure di quando in quando utilizzi un dizionario dei sinonimi online.

Allora potresti provare un’app specifica. Ci sono app progettate per bloccare alcuni siti (a cominciare da Facebook) quando l’utente si mette in modalità-lavoro. Una di queste è HeyFocus. Credi farebbe al caso tuo?

In alternativa, potresti creare due diversi login sul tuo computer: uno per scrivere e uno per fare tutto il resto, compreso giocherellare sui social. In questo modo verrebbe a crearsi una “modalità operativa” di scrittura lontana dalle distrazioni, e una modalità personale che vi è in qualche modo dedicata. Non è una cosa banale. Si tratta di due spazi mentali diversi e la distinzione può essere oltremodo salutare.

3. Non finire il capitolo

Quando il tempo che dedichi alla scrittura, per quel giorno, è finito, lascia il capitolo a metà; lascia a metà persino la frase. Non dire mai a te stesso/a che la tua giornata di scrittura sarà finita quando avrai finito quella determinata sezione del tuo libro.

Hai mai sentito nominare l’effetto Zeigarnik? Tutti tendiamo a ricordare le azioni che a un certo punto sono state interrotte con maggior facilità di quelle che sono state completate. Lasciare il capitolo incompiuto, quindi, farà sì che la tua mente si attivi nel ricordarti di finirlo, e questo ti darà l’energia necessaria a rimetterti a scrivere il giorno dopo.

Potresti obiettare che questo non ti salverà da Facebook; ma tutti coloro che hanno difficoltà a rimanere concentrati sul proprio obiettivo sanno bene che la parte più difficile è… iniziare a perseguirlo.

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