Germana Maciocci è l’autrice di un adattamento per bambini e ragazzi de La dodicesima notte di Shakespeare, pubblicato con il nostro supporto. Sul prestigioso sito Blogging Shakespeare, emanazione dello Shakespeare Birthday Trust, Germana ha raccontato il momento della nascita della sua idea. Ovviamente in inglese. Pubblichiamo qui il suo articolo in lingua italiana. Complimenti alla nostra autrice!

Da dove nasce l’idea di questo adattamento?

Adattare Shakespeare: la copertina del libroShakespeare fa parte della mia storia fin da quando ero molto piccola. La lettura delle sue opere e gli studi effettuati su di esse, andare a teatro per vederle prendere vita di fronte ai miei occhi, in periodi differenti della mia vita, insieme alle infinite considerazioni e alle immagini evocate dalle “sue” parole, costituiscono solo una parte dell’arricchimento che, per me, nasce dalla scoperta continua di quanto esse siano lo specchio della vita reale, influenzando ogni giorno i miei pensieri, e, più di una volta, condizionando alcune tra le mie decisioni più importanti.

Rievocando in particolare cosa mi ha ispirata a prendere in mano un quaderno e una matita, e a intraprendere la riscrittura de La dodicesima notte, mi viene in mente subito una telefonata lunghissima intercorsa tra me e la mia amica Laura Vitali, con la quale, oltre agli studi universitari e alla carriera professionale, da sempre condivido la passione per il teatro elisabettiano.

Ricordo che, mentre io e Laura parlavamo piene di fervore di un progetto che ─ è la verità ─ ci era venuto in mente nello stesso periodo, ovvero quello di scrivere un adattamento da Shakespeare per la drammatizzazione da parte dei bambini, mi trovavo distesa a pancia sotto sul lettone. Presa dal discorso, non mi sono accorta che nel frattempo mio figlio Daniele, che ora ha quasi dieci anni, aveva preso possesso della mia penna e stava tracciando interminabili ghirigori di inchiostro blu sulle mie lenzuola gialle.

Non l’ho sgridato per questa richiesta di attenzione così artistica, probabilmente perché totalmente coinvolta dalla chiacchierata con la mia cara amica, a proposito di uno dei nostri argomenti preferiti, e anche perché in quel momento ho pensato, al diavolo, le tintorie serviranno pure a qualcosa, no?

Oggi, dopo quasi sei anni, e più di un lavaggio in lavatrice, le mie lenzuola gialle sono prive di ogni traccia di inchiostro e un po’ scolorite. Senza macchia, e ancora più vivido dalla sera della telefonata con Laura, è il desiderio di diffondere la parola di Shakespeare, anche tra i più piccoli.

Sono perfettamente consapevole del fatto che qualsiasi mio contributo è e sarà sempre solo la più piccola goccia nel mare degli studi su Shakespeare, ma andrò sempre avanti, perché credo fortemente, dal profondo del mio cuore, che le tante opportunità offerte da un coinvolgimento attivo nell’analisi e messa in scena delle sue opere siano in grado di offrire veramente tanto: ogni partecipante ha la possibilità di scambiare il suo punto di vista personale riguardo storie e sentimenti che, anche se solo recitati, possono certamente migliorare l’evoluzione cosciente di ogni individuo.

Mi auguro quindi che questo adattamento italiano de La dodicesima notte, da me umilmente offerto a chiunque volesse metterlo in scena, possa essere utile ad adulti e bambini, aiutandoli a creare insieme un piccolo mondo di gioia e di emozioni.

Germana Maciocci


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