Ti è capitato di sederti davanti al computer — o comunque alla scrivania — e sentirti assalire da dubbi e insicurezze? Stiamo parlando di pensieri distruttivi di questo genere: “Ma in fondo sarò in grado di scrivere quello che vorrei? Ma cosa posso dire, io, che non sia già stato detto almeno mille volte? E poi chi sono io, per scrivere un buon libro?”.

Non è eccesso di etica, o sana autocritica. È mera insicurezza; qualcosa di radicato nel profondo; una spinta con la quale è opportuno interloquire.

Tutti, o quasi, attraversiamo momenti di insicurezza durante la scrittura (e non solo). Per alcuni si tratta di una condizione momentanea, per altri di una situazione paralizzante, che induce a mettere da parte il libro da scrivere, tanto desiderato, per mesi, o per anni, o magari per sempre. Ecco alcune delle angosciose domande che molti di noi si pongono.

  1. Ho qualcosa di veramente nuovo da dire?
  2. A qualcuno interesserà quello che scrivo?
  3. Sono uno scrittore/una scrittrice di qualità?
  4. Ho competenze sufficienti?
  5. Non è meglio che lasci perdere subito?

Ecco qualche possibile risposta.

  1. Sì.
  2. Sì.
  3. Sì.
  4. Sì.
  5. Assolutamente no.

Ora proviamo ad analizzare più a fondo la questione…

Ho qualcosa di veramente nuovo da dire?

La vera risposta a questa domanda è “sì e no”. Nihil sub sole novum, si suol dire. D’altra parte, se scriviamo attingendo alla fonte della nostra ispirazione, al nostro centro creativo — alla nostra “musa”, se vogliamo — potremo trovare modi di rendere la nostra scrittura più rilevante e precisa, più personale e originale. Poiché se tutto è già stato detto, nulla è stato detto nello stesso modo in cui lo diremo noi. Questo è più che certo.

A qualcuno interesserà quello che scrivo?

In questo caso occorre semplicemente avere fiducia, e credere (sapere) che la motivazione, il desiderio intenso e sincero di fare qualcosa, hanno sempre un senso e un significato. Non nascono mai a caso. Qualcuno leggerà, sì, quello che scrivi, e ne trarrà vantaggio; altrimenti, tu non sentiresti la spinta a scrivere.

Sono uno scrittore/una scrittrice di qualità?

Tutti possiamo/dobbiamo migliorare nella scrittura, ed è anche a questo che servono gli editor. E non nel mero senso della correzione di eventuali svarioni. Il vero editor è una persona competente e, a differenza dell’autore, emotivamente distaccata dal testo. È una persona, quindi, in grado di analizzarlo, magari in fieri, e individuarne i punti di forza e debolezza; di spingere l’autore a valorizzare i primi e correggere i secondi, così da creare un’opera più valida. Se il dubbio sulle tue capacità ti attanaglia, un confronto con un editor potrebbe esserti utile.

Ho competenze sufficienti?

Può darsi; e se così non è, puoi affinare quelle che hai. Stai scrivendo, per esempio, un manuale — un libro che insegni a fare qualcosa, che spieghi come raggiungere un risultato? Se tu stesso/a l’hai raggiunto prima di coloro che ti leggeranno, evidentemente ne sai abbastanza. È chiaro, comunque, che ti sarà di grande aiuto porre domande a esperti, intervistarli, così da definire ancor meglio il tuo punto di vista. Stai scrivendo invece un memoir come questo, questo, o quest’altro? In tal caso, congratulazioni: non puoi non essere un esperto/a della tua vita… 😉

Non è meglio che lasci perdere subito?

Nel profondo del tuo cuore, conosci già la vera risposta a questa domanda.
SI’!
Lascia perdere. Immediatamente!
Lascia perdere con l’attitudine a rimandare il momento in cui ti metterai a scrivere.
Lascia perdere con l’attitudine a porre la scrittura in fondo alla lista delle tue priorità.
Lascia perdere con l’attitudine a trovare scuse.
Smettila di darti addosso.
Smettila di farti assalire da dubbi e insicurezze, e scrivi!

Abbi fiducia nella tua passione e nella tua ispirazione.
Abbi fiducia nella tua creatività.
Abbi fiducia nella possibilità di trovare aiuto, se ne hai bisogno.
E accogli la possibilità di scrivere, che ti è data, con gratitudine.

2 commenti a: Scrivere superando l’insicurezza

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