Una volta, alcuni anni fa, un docente di drammaturgia ci parlò della scrittura — in termini ironici — come di un atto sostanzialmente masturbatorio. Può darsi che avesse ragione, almeno in parte; ma per molti di noi la scrittura è soprattutto fatica. Una fatica bestiale. Sofferenza. Sudore. Qualcuno parla addirittura di vomitare e buttare sangue.

gioiaPensare alla scrittura come a un’azione estremamente complessa e faticosa può essere tra le ragioni che conducono molti di noi ad abbandonare l’opera prima di completarla, o addirittura di iniziarla.

Intendiamoci: scrivere non è una passeggiata. Non lo è mai, non lo è per nessuno. Assomiglia piuttosto a una scalata; ma ci sono scalatori che provano gioia nell’ascendere, e una gioia incommensurabile all’arrivo in vetta…

Puoi pensare alla scrittura come a un’avventura, o a un viaggio pieno di gioia? Puoi goderti il processo?
Come puoi riuscire ad allentare la pressione — quel sottile senso di ansia che avverti quando pensi che “dovresti” scrivere il tuo libro?
Come puoi ritrovare il senso di ispirazione che hai avvertito al principio, quando hai deciso di scrivere proprio quel libro?
Come puoi connetterti con quella scintilla creativa?
Ritrovare quella scintilla, il nucleo della tua ispirazione originaria, può aiutarti non solo a scrivere con gioia, ma a scrivere un libro che sarà una gioia leggere.

Non esiste un solo modo di attingere a quella scintilla; ognuno ha il proprio. Alcuni, prima di scrivere, amano immergersi nella natura, camminare in un parco o in un bosco, se ce l’hanno vicino — o in riva a un lago, oppure al mare. Alcuni amano ascoltare musica, o magari danzare. Altri pregano o meditano. Tu prova a mescolare tutte queste cose, provane delle altre; prova cose diverse in giorni diversi.
Trova la tua scintilla.

Hai qualcosa da aggiungere?