Ognuno di noi ha una ragione diversa per scrivere, e tutte (ovviamente) sono valide. Proviamo a spostarci dalle ragioni alle motivazioni, così come il termine si intende nell’ambito della psicologia; occupandoci, quindi, non tanto di ciò che spiega o giustifica razionalmente l’atto di scrivere, quanto di quello stato interno che attiva, dirige e mantiene nel tempo l’azione della scrittura.

scriverePiù o meno tutti, quando si tratta di scrivere, ci ritroviamo di fronte a diversi ostacoli, interni ed esterni. Talvolta non riusciamo a trovare il tempo; talvolta siamo più inclini a svalutarci, a criticare i nostri errori, che ad apprezzare quanto di buono siamo in grado di fare. Se sei capitato/a su questa pagina, forse hai bisogno di mettere a fuoco la tua motivazione. E’ così?

Allora, in questo articolo puoi forse trovare una prima ispirazione: vi abbiamo elencato dieci ottime questioni motivazionali che stanno attorno alla scrittura. Ma probabilmente il tuo libro non vedrà la luce finché almeno una di quelle questioni non si accenderà, per te, di autentica passione; finché, nel ripeterla a te stesso/a, non sentirai le ginocchia vacillare, non vedrai con gli occhi della mente immagini di sogno.

Scrivere è un miracolo

Perché la verità è che scrivere è, in qualche modo, un miracolo. Cambia la vita di chi scrive, e potrà cambiare anche quella di chi leggerà. Mettiamo che tu stia scrivendo un manuale: i tuoi lettori vi troveranno suggerimenti utili a risolvere un problema che li assilla, o a raggiungere un obiettivo che si prefiggono. E quando questo accadrà, tu avrai modo di incontrarli (alle presentazioni o perché loro stessi ti cercheranno tramite il tuo blog o i social media). Basterà una persona che ti dica che il tuo libro le è stato utile, che per lei ha fatto la differenza, a riempirti di gioia. Credici.

Scrivere è un miracolo perché ti fa scoprire la tua voce. Perché scrivere è, tra le altre cose, un viaggio alla scoperta di sé. Quando avrai completato la tua prima stesura, potrai ritrovarti a pensare che una certa area del tuo testo rimane in superficie, o ha qualcosa di generico. Allora andrai più a fondo, farai diversi tentativi e alla fine ti ritroverai in un territorio nuovo; potrai optare per un andamento poetico o invece molto pratico, florido o minimalista, leggero o molto cupo, ma quando l’avrai trovato — quando avrai trovato la tua autentica voce — lo saprai. Non avrai dubbi. Questo ti darà forza, sia come scrittore/scrittrice che come essere umano.

Scrivere è un miracolo anche perché ti induce a rivedere la tua immagine di te. Non puoi comportarti come sempre, quando scrivi un libro; scrivere ti fa crescere, ti induce a scoprire aree della vita nelle quali forse giocavi un po’ in rimessa. Ti aiuta a dimenticare e superare tutte quelle vecchie frasi svalutanti, del tipo “Chi sono io per scrivere un libro?” oppure “Non sono mai stato/a bravo/a a scrivere” oppure “Non sono un esperto/a in questo campo”. I tuoi orizzonti si espanderanno e ti sentirai più solido/a. Sarà una sensazione splendida.

Scrivere è un miracolo perché ti connette con la tua creatività. Gli esseri umani sono naturalmente creativi; tutti lo siamo. E quando scrivi un libro, hai l’opportunità di rafforzare la connessione con la fonte della tua ispirazione, con il tuo centro creativo; con la tua musa, se vuoi. Questo ti aiuterà nella vita quotidiana in innumerevoli modi; le tue relazioni personali miglioreranno e diverrai più creativo/a anche sul lavoro.

E infine, scrivere è un miracolo perché pubblicare un libro ti sorprenderà. Accadranno cose inaspettate che neppure ti immagini. Nasceranno nuove opportunità di vita e di lavoro; e non sarai tu ad andare a cercarle, ma saranno loro a cercare te. Questo, forse, è il miracolo più grande. E non è solo un bel sogno; può avverarsi. Credici!


Foto di apertura: Jessie Pearl.

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