Quanti di voi, sinceramente, non hanno sul proprio e-reader o sul proprio computer nemmeno un eBook pirata? Il fenomeno della pirateria digitale è diffusissimo; ci si può scherzare, si può tentare di spiegare perché il diritto d’autore è importante… e si può anche aver paura di ritrovare il proprio lavoro riprodotto all’infinito e senza tutele.

pirateria

Difatti non pochi autori, ed editori, rinunciano in partenza alla pubblicazione in eBook. È però un’arma a doppio taglio, se non una zappa sui piedi: se è vero che in questo modo si evitano i download illegali, è anche vero che si rinuncia a una maggior diffusione del libro (un’edizione nel formato elettronico la comporta, senza dubbio).

Ecco cosa, secondo noi, si può fare per proteggersi dalla pirateria informatica.

1. Contro la pirateria: stabilire un prezzo equo per l’eBook

Questa è la prima regola, e la regola d’oro. Se un eBook viene messo in vendita a caro prezzo, diciamo a più di 9 euro, e il contenuto del libro è interessante, verrà piratato senza il minimo dubbio. Perché a quel punto scatterà, nel mondo dei pirati, un atteggiamento del tipo costi troppo, e allora ti frego e anche con gusto. (Se leggi in inglese, dà un’occhiata a questa intervista con un pirata).

D’altra parte, se il libro elettronico costa molto poco e si presenta bene, è altrettanto probabile che venga piratato. Almeno due eBook di nostri autori, Velista per sbaglio e Hai conservato tutte le stelle, sono stati ritrovati su siti di download illegale il giorno dopo l’uscita; entrambi erano stati messi in vendita a € 1,99. Nel mondo dei pirati è probabilmente scattato un atteggiamento del tipo carino questo libro, costa poco, due euro ce li butto (e l’autore non ci perderà neanche tanto).

Il giusto, probabilmente, sta nel mezzo. In ogni caso, occorre stabilire il prezzo della versione elettronica del libro con molta attenzione e anche, naturalmente, in ragione della mole del testo. Se ti autopubblichi puoi fare quel che vuoi; se invece hai un editore, occorrerà avviare una trattativa (prima della firma del contratto).

2. Contro la pirateria: creare una relazione con i lettori

I pirati di libri raccontano a se stessi che stanno fregando non un individuo (l’autore), ma un’impresa capitalistica senza volto né umanità (la casa editrice) la quale, comunque, corrisponde all’autore una percentuale ridicola del prezzo di copertina. Quindi, loro non fanno che rubare ai ricchi (gli editori) per dare ai poveri (i lettori). In questa narrazione, lo scrittore sparisce. Viene completamente cancellato.

Invece, sappiamo tutti benissimo (e lo sanno anche loro) che, se non esistessero gli scrittori, non esisterebbero i libri, e che uno scrittore deve ricavare del denaro dalla vendita delle proprie opere. Come fare, quindi, per scomporre la narrazione di cui sopra? Occorre far vedere che si esiste, creando una relazione con i propri lettori, effettivi e potenziali: in altre parole, occorre creare una comunità.

Per cominciare, potresti gestire un blog sul quale pubblicare regolarmente post utili, che non siano mera auto-promozione. Lo stesso potresti fare sui social, magari prendendo anche parola sulle questioni sociali più sentite al momento. Dovresti rispondere sempre ai commenti ai tuoi post, nonché ai messaggi che ti arriveranno privatamente. Potresti anche organizzare webinar gratuiti su argomenti relativi al tuo campo di competenza (che in qualche modo riguarderà senz’altro anche i tuoi libri)…

Dovresti, in sostanza, trovare modi di essere di aiuto al maggior numero possibile di persone. Se riesci a creare una comunità leale, chi si avvicinerà ai tuoi libri sarà assai più motivato a spendere qualche euro per acquistarli. Nel farlo, si sentirà bene con se stesso. Così bene da superare da un lato il potenziale senso di colpa, dall’altro la mitologia alla Robin Hood.

3. Contro la pirateria: concentrarsi sulla vendita del cartaceo

Quando terrai presentazioni del tuo libro, dovresti fare in modo che il libro cartaceo sia in vendita. Sempre, inevitabilmente. Se hai un editore, pregalo di far sì che un numero adeguato di copie sia a disposizione degli intervenuti che intendano acquistarle (e farsele dedicare da te). Perché, se le copie vengono vendute tutte, fino all’ultima, non è una buona cosa: vuol dire che qualcuno è rimasto a bocca asciutta. Meglio una cassa di riserva da qualche parte che un mucchietto risicato e pessimistico.

Non hai un editore? Devi ordinare personalmente i libri? In tal caso, fallo con larghissimo anticipo, anzi non appena hai stabilito la data della presentazione. Non rischiare in alcun modo che non ci siano i libri.

Inoltre, se ti invitano a parlare di qualunque cosa da qualunque parte, se ti chiedono di fare un reading o di presentare un libro di un altro autore, dovresti far sì che il tuo libro cartaceo sia in vendita, e possibilmente che tu abbia a disposizione un piccolo spazio per dedicare le copie. Proponi la cosa agli organizzatori dell’evento.

E infine, sul tuo sito e sulle pagine social dovresti inserire i link per l’acquisto del libro cartaceo, su Amazon e/o altri negozi online.

Buona scrittura, il più possibile serena!


Immagine di apertura: Jack Sparrows Fotograf.

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