Ti hanno mai chiesto di scrivere un libro a quattro mani? Immagini che un tuo progetto di scrittura trarrebbe vantaggi dalla collaborazione con un altro autore? Proviamo a dare un’occhiata ai pro e contro di una situazione come questa.

coautore

Prima, però, un avvertimento. Se sei un autore pubblicato e le tue capacità hanno ottenuto riconoscimenti (a livello locale o mondiale non importa), guardati da coloro che affermano di avere un’idea meravigliosa e necessitare “solo” di una persona qualificata per “scriverla insieme”, perché da soli (confessano) non ne sarebbero capaci. Questi connubi non funzionano quasi mai. Spesso non riescono neppure a instaurarsi; il più delle volte s’interrompono dopo un po’, in modo sgradevole.

Non basta un’idea meravigliosa per scrivere un libro, e nessun grande libro della storia è stato scritto solo perché dietro c’era un’idea meravigliosa. Spesso la storia narrata non aveva nulla di meraviglioso. Spesso, meraviglioso era il punto di vista dell’autore, il suo modo di narrare, di utilizzare la lingua, eccetera. Quindi, se qualcuno ti fa un discorso del genere, consigliagli di frequentare un corso di scrittura; e se proprio ritiene di non essere in grado di infilare una parola dietro l’altra, di trovarsi un ghostwriter. Pratica deprecabile, secondo noi, ma i tempi sono duri e anche i ghostwriter devono pagare le bollette.

Parliamo invece di un connubio nel quale le competenze dei coautori sono bilanciate e possono integrarsi in modo armonico: in questi casi si può parlare di scrittura a quattro mani. Ecco quali ne sono, secondo noi, i vantaggi e gli svantaggi.

I pro dell’avere un coautore

  • Potenzialmente, il libro che scriverete insieme sarà migliore di quello che scriveresti per conto tuo, perché si avvantaggerà di uno sguardo sulle cose aggiuntivo e diverso.
  • Il libro sarà portato a compimento in tempi più rapidi, perché vi dividerete le parti da scrivere.
  • Lavorare con un coautore può anche voler dire sostenersi a vicenda nei momenti di difficoltà. Se uno si blocca, l’altro può aiutarlo a superare il blocco.
  • Se si tratta di non-fiction e il tuo coautore ha una certa autorevolezza nel campo, il libro apparirà più credibile e gli editori saranno più invogliati ad acquisirlo.
  • Quando sarà pubblicato, il libro si avvantaggerà della presenza di più autori, ognuno dei quali lo diffonderà all’interno della propria sfera di influenza. E più in generale, ognuno porterà al progetto connessioni e relazioni che l’altro non ha.

Ma ci sono anche i contro…

  • Non è detto che sia semplice trovare un tono comune nella scrittura, e una modalità condivisa di organizzazione degli argomenti e dei pensieri. Ogni autore potrebbe conservare la propria, e le due non fondersi armoniosamente.
  • Non è escluso che si entri in conflitto; anzi è probabile. Certo, un conflitto, se risolto, può far fare un balzo in avanti al progetto — e alla relazione creativa — ma non tutti i conflitti sono produttivi.
  • E se il conflitto, una volta che il libro è stato pubblicato, conduce alla rottura del rapporto, avere un libro che resta in distribuzione può creare problemi relativi alla proprietà intellettuale del libro stesso, e di eventuali iniziative correlate. Poniamo si tratti di un manuale sulla produzione della birra in casa e che dalla sua pubblicazione siano nati seminari retribuiti. Ognuno dei due autori potrà continuare a tenerli individualmente? E se uno ne fa più dell’altro, potrebbero nascere rivendicazioni sul compenso?

Come evitare che sorgano problemi?

Ovviamente occorre, in primo luogo, scegliere il coautore con saggezza. Non è detto che sia una persona del tutto corretta; potrebbe, chissà, plagiare il lavoro di qualcun altro e metterti in una posizione delicata sul piano legale… prima di iniziare la collaborazione, quindi, fai ricerche su di lui/lei, chiedi informazioni ad amici e colleghi, e magari organizza un incontro al quale siano presenti persone di cui ti fidi; ascoltare le loro impressioni sul potenziale coautore, oltre che il tuo intuito, potrebbe esserti molto utile.

E poi, una volta che vi siete scelti, prima di iniziare a scrivere occorre mettersi d’accordo con molta chiarezza su alcune cose. Patti chiari amicizia lunga, o no?

  1. Definite insieme i passi da seguire nel lavoro di scrittura.
  2. Definite in modo specifico chi scriverà cosa.
  3. Definite chi farà le ricerche.
  4. Mettetevi d’accordo sul modo migliore di trovare un tono comune nella scrittura.
  5. Decidete in che modo risolvere i conflitti relativi alle differenze di opinioni, che non mancheranno di presentarsi.
  6. Definite il tempo complessivo che ognuno dei due dedicherà al progetto.
  7. Definite insieme la strategia che seguirete per far sì che il libro venga pubblicato.
  8. Chiedetevi se uno di voi porta al progetto maggiori competenza, credibilità, connessioni o benefici dell’altro.
  9. In considerazione di ciò, accordatevi su un’equa distribuzione dei proventi delle vendite del libro, nonché di eventuali spese.
  10. In previsione del fatto che dal libro scaturiscano iniziative come i seminari di cui sopra, accordatevi sulla suddivisione dei compensi e di eventuali spese.

Felice scrittura collaborativa a tutti! 🙂


Immagine di apertura: Michelle Tribe.

3 commenti all'articolo “Scrivere a quattro mani: pro e contro dell’avere un coautore”

  1. Trovo interessante scrivere un romanzo insieme ad un’altra scrittrice, ma è importante che si condividano interessi e sensibilità. Lo stile può essere ibrido e concordare i contenuti non è così impraticabile. Sono certa che, con le giuste premesse, con l’umiltà reciproca, il rispetto e la ferma volontà di raggiungere il migliore risultato, il potenziale di ognuna di noi esprimerebbe la massima capacità creativa…e vi garantisco che non è poco!

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