Chi ha scritto un libro di qualunque genere, e non per tenerlo in un cassetto, al giorno d’oggi non può non porsi questa domanda amletica: autopubblicarsi o tentare la strada dell’editoria “tradizionale”? La verità è che quasi tutti gli autori ambiscono a trovare una casa editrice vera e propria, possibilmente medio-grande, poiché il chi fa da sé fa per tre non sempre e non necessariamente è vero.

autopubblicarsi

Guy Kawasaki, forse lo scrittore (di non-fiction) autopubblicato più noto al mondo, che sul self-publishing tiene conferenze e webinar e ha anche scritto un libro (APE: Author, Publisher, Entrepeneur — Autore, Editore, Imprenditore), ovviamente autopubblicato, riassume in questo modo i vantaggi e gli svantaggi del self-publishing:

PRO — Se sceglie di autopubblicarsi, l’autore controlla il processo nella sua interezza. Può decidere ogni dettaglio riguardante il suo libro, dalle scelte stilistiche alla grafica del libro cartaceo ed elettronico, dal prezzo di vendita alla quarta di copertina, fino al momento in cui l’opera va sul mercato ed eventualmente ne viene ritirata.
Il libro viene pubblicato molto prima. Senza attendere la valutazione da parte di un editore (e magari, ancor prima, di un agente letterario), l’eventuale disponibilità a pubblicare, e la programmazione dell’uscita (che non di rado avviene un paio d’anni dopo la consegna del testo definitivo), con il self-publishing la pubblicazione può avvenire in forma pressoché immediata.
La percentuale sul prezzo di vendita è più alta. Se su un libro cartaceo un autore prende di norma l’8%, e su un eBook pubblicato da una casa editrice digitale, o mista, di norma il 25%, il libro autopubblicato può fruttare all’autore più del 50% del prezzo di copertina.

CONTRO — Se sceglie di autopubblicarsi, l’autore non riceve alcun “anticipo alla firma”. Di norma i contratti editoriali prevedono un versamento da parte dell’editore di un anticipo sui diritti d’autore di alcune centinaia/migliaia di euro, da effettuare al momento della firma, quindi prima che il libro sia pubblicato — talvolta anche prima che sia ultimato. Questo con l’autopubblicazione non avviene.
Inoltre, nel self-publishing l’autore è desolatamente solo (sempre che non si avvalga di un servizio come quello offerto da noi di Scrittura a tutto tondo). Non ha un editor che gli dia preziosi consigli sulla sua scrittura, non ha un correttore di bozze che rilevi i refusi, non ha una squadra di grafici che si occupino della creazione della copertina, del layout del libro elettronico e dell’impaginato, né un ufficio stampa e marketing che promuova e pubblicizzi l’uscita del suo libro.
Di conseguenza, l’autore è responsabile di ogni aspetto e ciò vuol dire che ogni errore eventualmente commesso ricadrà esclusivamente su di lui.

Proviamo a esaminare la questione in modo ancor più approfondito. Ti preghiamo di scusarci se questo post sarà lungo, ma si occupa di un nodo centrale nella vita di chiunque scriva.

Autopubblicarsi: la promozione

Sia chi viene pubblicato, sia chi sceglie di autopubblicarsi non può prescindere da una promozione in prima persona del proprio libro, soprattutto attraverso la rete e i social media. E allora — non pochi autori si domandano — a cosa mi serve un editore, visto che in ogni caso devo impegnarmi così tanto nella promozione?

È un dato di fatto che gli editori hanno maggiori competenza, esperienza e risorse di quante non ne abbiano gli autori nell’affrontare la sfida complessa che la pubblicazione di ogni libro rappresenta. Ovvero:

  • edizione, correzione, progettazione e produzione del libro
  • immagazzinaggio e spedizione
  • rifornimento delle librerie
  • ottenimento di recensioni sulla stampa
  • pubblicizzazione del libro presso la stampa e i media, soprattutto quelli “tradizionali”
  • promozione attraverso cataloghi, convenzioni, offerte speciali, presentazioni e inserzioni pubblicitarie (anche se queste ultime sono effettuate su una percentuale limitatissima dei libri pubblicati, di norma quelli che già in partenza promettono di vendere parecchio, perché scritti da personaggi noti).

Le classifiche di vendita evidenziano come questi compiti siano svolti prevalentemente dalle grandi case editrici. Anche se non è raro che un libro autopubblicato venda moltissime copie (e di conseguenza sia poi acquisito da una casa editrice “tradizionale”), i libri di maggior successo sono pubblicati dai grandi editori, punto e basta. È questo che t’interessa? Desideri la fama? Desideri andare a parlare del tuo libro in televisione, e vendere centinaia di migliaia di copie? Non possiamo che consigliarti di cercare un grande editore, e farti il nostro più caloroso “in bocca al lupo”.

Ma, in realtà, non abbiamo ancora risposto alla domanda di partenza: è meglio cercare un editore, oppure autopubblicarsi subito, e sperabilmente bene? Non esistono risposte univoche, anche perché attorno al mondo editoriale ruotano tre fondamentali paradossi.

Autopubblicarsi: i paradossi del mondo editoriale
  1. Ogni libro è una combinazione unica e irripetibile di diversi fattori: chi sia l’autore, quale sia il contenuto e il “senso” del libro stesso, il suo design, il momento in cui esce sul mercato e la sua corrispondenza con le questioni sociali più sentite in quel momento; il prezzo di vendita, la promozione, la distribuzione, le recensioni ottenute, la reazione dei lettori e, naturalmente, i risultati di vendita. Che cosa è meglio per il tuo libro? Solo tu puoi dare una risposta. Dipende fondamentalmente dalla natura del tuo libro.
  2. Ogni autore è unico e irripetibile. Chiunque scriva (ed esista) racchiude in sé una combinazione unica di personalità, capacità, passioni, studi effettuati, comunità di appartenenza, obiettivi ed esperienze personali maturate. Che cosa è meglio per te? Autopubblicarti o cercare un editore? Solo tu puoi dare una risposta. Dipende dagli obiettivi che ti prefiggi e dalla capacità che ritieni di avere nel raggiungerli.
  3. Ogni editore è unico e irripetibile. Ognuno di essi ha la propria “mission”, il proprio staff selezionato secondo specifici criteri e valori, la propria sede geografica, il proprio approccio nei confronti del mondo editoriale, la propria passione, le proprie norme contrattuali e l’investimento che ogni volta mette in atto nella pubblicazione di un libro. Quale editore potrebbe essere potenzialmente quello giusto per il tuo libro? Solo tu puoi dare una risposta. Leggi, vai in libreria, effettua ricerche approfondite. Sii consapevole.
Per una conclusione…

La combinazione di tutti questi elementi fa di ogni libro una grande sfida, alla quale concorrono fattori incontrollabili come “il momento giusto”, e anche la fortuna. Senza alcun dubbio gli editori, che sono in primo luogo imprenditori, cercano di favorirli; ma anche gli editori sono costretti ad affidarsi, in qualche misura, all’improvvisazione. Ogni libro è una variazione su un tema già esistente, e ognuna delle persone coinvolte nel processo della pubblicazione desidera che il risultato di tale variazione sia una musica armoniosa e innovativa.

Insomma, autopubblicarsi o cercare un editore? E nel caso, quale editore? Solo tu, in definitiva, puoi dare una risposta a queste domande. Leggi il più possibile, vai in libreria e in biblioteca, ricerca, studia, rifletti. Sii, ancora una volta, consapevole: non delegare una scelta così importante a nessun altro al mondo.


Immagine di apertura: Surian Soosay.

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