Appunto: di cosa tratta il testo che hai scritto o stai scrivendo, a chi si rivolge, da quale tua esigenza è scaturito, chi potrebbe illuminare/ informare/ divertire, la consapevolezza di quale tipo di lettore/ individuo potrebbe sperabilmente ampliare?

EladeManu

Forse ti sarebbe utile imparare a descrivere sinteticamente, a voce, il senso e il contenuto del tuo testo (romanzo, saggio, sceneggiatura), in un modo che sappia suscitare l’attenzione e l’interesse immediati del tuo interlocutore. Stiamo parlando di una presentazione di 30 secondi in tutto, quella che in inglese è denominata pitch, e che potrebbe anche fornire una buona base per la redazione della tua “quarta di copertina”.

E non dimentichiamo che quello di riassumere in poche frasi il contenuto del tuo testo può essere un ottimo esercizio anche in fase di stesura, così da non perdere la bussola e sapere sempre qual è il “cuore” del tuo scritto. Naturalmente, lungo il processo, la breve descrizione del tuo testo cambierà, e potresti ritrovarti con un sunto finale assai diverso da quello originario. È normale, ed è giusto che accada; è così che funziona il processo creativo.

Come dovrebbe essere, dunque, questo pitch? In primo luogo, dovrebbe essere concepito in modo da “agganciare” chi ti sta di fronte, e fargli desiderare di saperne assai di più. Queste sono le sue caratteristiche fondamentali:

  • chiarezza
  • brevità
  • creatività
  • potenza — deve essere avvincente! Deve contenere un’affermazione che farà dire a chi ti sta davanti: “Però!” “Ma dai?” “Cavolo!”.

Questa affermazione può essere d’impatto. Esempio:
Siamo nel 2020, e la Cina ha dichiarato guerra all’Europa…

Oppure, può trattarsi di un’affermazione che fa intravedere una possibilità di cambiamento — in meglio. Esempio:
Ho scritto un libro che fa superare la paura di volare a chi non ha mai preso un aereo in vita sua.

O ancora, il pitch — da ora in poi, proviamo a chiamarlo “sinossi” — può contenere una domanda interessante, in grado di aprire una discussione. Esempi:

Quali aspetti del tuo lavoro detesti profondamente, e vorresti cambiare?
Vorresti smettere, finalmente, di fumare?
Quando è stata l’ultima volta che hai perso una notte di sonno per leggere un romanzo che non riuscivi a mollare?
Ti piacerebbe scoprire come fare ad andare in pensione a 55 anni?
Ti piacciono veramente i thriller?


Creare la sinossi

In primo luogo, prova a porti queste domande:

  • Di cosa parla il mio libro, e perché dovrebbe essere letto? Che cosa aggiungerà alla vita di coloro che lo leggeranno?
  • Che cosa, per contro, perderà chi non lo leggerà?
  • Perché l’ho scritto?
  • Quali problemi ho cercato di risolvere, scrivendolo?
  • In quali aspetti è diverso da libri simili, o magari migliore di essi?
  • Posso legarlo, nella descrizione, a eventi della mia storia personale, o della storia nazionale, o mondiale?
  • Posso descriverlo in modo divertente? (Se la risposta è no, perché il tuo libro non ha nulla di umoristico, non preoccuparti: naturalmente va bene così)
  • Posso descriverlo con un’affermazione che avrà un considerevole impatto emotivo su chi la ascolterà o la leggerà?
Una volta che hai elaborato le risposte, prova a scrivere alcune frasi che riflettano i concetti che vi hai espresso. Poi leggile, e rileggile, e riscrivile, finché non avrai ottenuto una sinossi che, esposta a voce, non porti via più di 30 secondi.

E adesso che ce l’hai, usala! Esponila ai tuoi familiari e agli amici più stretti. Ascolta i loro commenti e migliorala finché non ti convincerà del tutto. Buon lavoro! 🙂

2 commenti all'articolo “Ma di che parla il mio libro?”

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