CONTRO, davvero? Proviamo a osservare con calma le caratteristiche di ognuna delle tre possibilità. E partiamo dall’ultima: la cosiddetta editoria tradizionale (senza dimenticare che la tradizione contiene spesso dei tesori).

ladydragonfly

Editoria “tradizionale”

Tutti coloro che scrivono sognano di essere pubblicati da una casa editrice nota e riconosciuta, con la quale andranno a stipulare un contratto di edizione (come regolato dalla legge sul diritto d’autore). Questo tipo di contratto prevede che l’autore ceda i diritti alla casa editrice, in esclusiva e per un periodo di tempo limitato, e che gli sia corrisposta una percentuale sul prezzo di vendita del libro — della quale viene versato un anticipo alla firma del contratto. E questo è il tipo di pubblicazione (non prendiamoci in giro) più desiderabile.

Non è detto che conduca alla fama o alla ricchezza, anzi, questo non avviene quasi mai; ma è un fatto che l’autore si trova a interagire con un’impresa che ha deciso di investire sul suo lavoro — quindi, non tira fuori di tasca un centesimo, anzi viene remunerato. Poi, magari, qualche spesa dovrà comunque affrontarla: dovrà ad esempio crearsi un sito/blog e un book trailer (sempre che di queste cose non si occupi l’editore, ma ciò avviene di rado); dovrà in ogni caso impegnarsi anche in prima persona nella promozione della sua opera, e oseremmo dire che questo da un lato è un dovere morale nei confronti dell’editore che ha investito non poco sull’opera stessa, dall’altro una necessità, per come il mondo dei media si presenta al giorno d’oggi.

Editoria a pagamento

Affidarsi a un editore a pagamento (EAP) equivale a farsi stampare le copie del libro da un tipografo (e forse tanto varrebbe scegliere questa possibilità, più onesta e semplice): infatti, non abbiamo a che fare con un’impresa che investe su di noi, ma con un soggetto dal quale acquistiamo prodotti e servizi — è una differenza sostanziale, e occorrerebbe osservarla senza troppo scalmanarsi.

D’altra parte, questo soggetto pretende quasi sempre l’esclusiva (impedendoci così di farci pubblicare da altri, se con lui ci troviamo male) e stampa il libro come vuole lui, non come vogliamo noi: decide lui la copertina, il carattere, il tipo di carta, di rilegatura e quant’altro. E ancora, quello degli editori a pagamento è spesso un sottobosco confuso, per cui alcuni di costoro tentano di stipulare dei veri e propri contratti di edizione, mascherando il fatto che in realtà è l’autore a finanziare la produzione del libro dietro formule quali “l’acquisto copie” — ovvero, l’autore è obbligato ad acquistare un migliaio, o giù di lì, di copie del suo libro, copie che poi naturalmente giaceranno imballate nella sua cantina, o sotto il letto. Sì, certo, ne regalerà un po’ ad amici e parenti, magari ne venderà personalmente, o ne farà vendere, qualche decina, ma la cosa finirà lì, perché il libro non avrà alcuna distribuzione. Dopo che lui avrà sborsato diverse migliaia di euro (eh, già).

Autopubblicazione

L’autopubblicazione, o selfpublishing, è una sorta di “terza via”. In primo luogo, non c’è cessione dei diritti e questo deve essere ben chiaro: i distributori dei libri autopubblicati (StreetLib SelfPublishYouCanPrintIl Mio LibroCreateSpace…) non sono delle case editrici, quindi i diritti restano in capo all’autore, che ne è l’unico detentore. Questo, sul piano pratico, è un vantaggio o uno svantaggio? Probabilmente un vantaggio, perché la percentuale sul prezzo di vendita che va all’autore è più alta; se, infatti, un eBook pubblicato da un grande editore frutta all’autore il 25% del prezzo di copertina, nel caso dell’autopubblicazione può fruttargli anche il 60%. Un altro vantaggio è che l’autore controlla il processo della pubblicazione nella sua interezza: può decidere ogni dettaglio relativo al suo libro, dalle scelte stilistiche nel testo alla grafica della copertina al layout interno, dal prezzo alla “quarta di copertina”, fino al momento in cui l’opera va sul mercato ed eventualmente ne viene ritirata. In entrambi i casi di cui sopra (editoria tradizionale e a pagamento), queste scelte spettano ad altri e l’autore può metter bocca fino a un certo punto.

Per contro, assumersi la totale responsabilità della pubblicazione significa anche far ricadere su di sé tutte le colpe, nel caso in cui qualcosa vada storto. E soprattutto, essere completamente soli. Non avere un editor al quale mandare le stesure del testo per avere un feedback, non avere un correttore di bozze, non avere un ufficio stampa che promuova il libro una volta pubblicato…

Le agenzie come la nostra vanno appunto a inserirsi in questo vuoto, colmandolo. Non è detto che si debba per forza avvalersi di un editor ma, se se ne sente il bisogno, eccoci. Non è detto che si debba per forza avvalersi di un grafico professionista per la progettazione della copertina (anche se sarebbe altamente preferibile), ma noi ce l’abbiamo. Si può creare un libro elettronico (file epub) anche da sé, ma se si preferisce affidarsi ad altri, e avere un risultato migliore, noi siamo qui. E per la promozione presso la stampa (riviste e blog letterari), naturalmente è meglio che se ne occupi una persona terza e non l’autore direttamente: dà un’impressione di maggiore professionalità (e noi abbiamo ottenuto ottimi risultati con la promozione dei libri che abbiamo creato). E così via… per questo scrittura “a tutto tondo”: il nostro servizio, volendo, è a 360 gradi, ma si può anche usufruire di un pezzettino soltanto.

Per concludere, il sistema dell’autopubblicazione è molto funzionale, le possibilità di emergere oggettivamente esistono e si può sperare nel successo; inoltre si può sperare, come è accaduto più volte, che il buon riscontro ottenuto con l’autopubblicazione faccia sì che una grande casa editrice si accorga del talento dell’autore, e ne rilevi le opere. E allora, naturalmente, si festeggia! 😀

3 commenti all'articolo “Autopubblicazione contro editoria a pagamento contro editoria “tradizionale””

  1. Direi, senza dubbio, che la soluzione migliore sia “l’autopubblicazione assistita”. Assistita da Scrittura a Tutto Tondo, ovviamente! Scherzi a parte, negli indubbi lati positivi dell’autopubblicazione si annida il demone della scarsa qualità del prodotto finale o, quantomeno, del risultato stucchevolmente amatoriale. Quindi ben vengano iniziative come quella di Scrittura a Tutto Tondo. Colgo anzi l’occasione, da cliente, per ringraziarvi ancora della professionalità, della cura per i dettagli e della tenacia nella promozione che costituisce, indubbiamente, la percentuale maggiore del “successo” del mio e-libercolo. Agli eventuali scettici dico che possono facilmente verificare la bontà de giudizi appena espressi acquistando “Velista per Sbaglio” in tutti gli ebook store nazionali e internazionali !!! 🙂 🙂 🙂

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