Di cosa parla il tuo libro? Di cosa esattamente tratta il testo che hai scritto o stai scrivendo? A chi si rivolge, da quale tua esigenza è scaturito, chi potrebbe illuminare/ informare/ divertire, la consapevolezza di quale tipo di lettore/ individuo potrebbe sperabilmente ampliare?

Immagine di EladeManu

Può esserti molto utile esercitarti a descrivere sinteticamente, a voce, il senso e il contenuto del tuo testo (romanzo, saggio, sceneggiatura), in un modo che susciti l’attenzione e l’interesse di chi ti ascolta. Non stiamo parlando della sinossi o quarta di copertina, ma di una presentazione orale di 30 secondi in tutto, quella che in inglese è denominata pitch.

E perché dovrebbe esserti utile fare una cosa del genere? Perché non di rado, durante il processo di scrittura, si tende a perdere la bussola e non sapere più con esattezza qual è il “cuore” del proprio scritto. Da un lato è naturale che questo avvenga — la mente ha bisogno di spaziare — dall’altro è utile tenere saldamente il timone tra le mani. Poi si può anche cambiare rotta, lungo il viaggio. Alla fine potresti ritrovarti con un pitch molto diverso da quello originario. E va bene così! Ma la consapevolezza del percorso è fondamentale, per fare un buon lavoro.

Come dovrebbe essere, dunque, questo pitch? In primo luogo, dovrebbe essere concepito in modo da “agganciare” chi ti sta di fronte, da suscitare il suo interesse e fargli desiderare di saperne assai di più. Dovrebbe quindi essere caratterizzato da:

  • chiarezza
  • brevità
  • creatività
  • potenza — deve essere avvincente! Deve contenere un’affermazione che farà dire a chi ti sta davanti: “Però!” “Ma dai?” “Accidenti!”.

Questa affermazione può essere di grande impatto. Un esempio:
Siamo nel 2050, e la Cina ha dichiarato guerra all’Europa…

Oppure, può trattarsi di un’affermazione che fa intravedere una possibilità di cambiamento — in meglio. Esempio:
Ho scritto un libro che fa superare la paura di volare a chi non ha mai preso un aereo in vita sua.

O ancora, il pitch può contenere una domanda interessante, in grado di aprire una discussione. Esempi:

Quali aspetti del tuo lavoro detesti profondamente, e vorresti cambiare?
Vorresti smettere, finalmente, di fumare?
Quando è stata l’ultima volta che hai perso una notte di sonno per leggere un romanzo che non riuscivi a mollare?
Ti piacerebbe scoprire come fare ad andare in pensione a 55 anni?
Ti piacciono veramente i thriller?

Come creare il pitch

In primo luogo, prova a porti queste domande:

  • Di cosa parla, precisamente, il mio libro, e perché dovrebbe essere letto? Che cosa aggiungerà alla vita di coloro che lo leggeranno?
  • Che cosa, per contro, perderà chi non lo leggerà?
  • Perché l’ho scritto?
  • Quali problemi ho cercato di risolvere, scrivendolo?
  • In quali aspetti è diverso da libri simili, o magari migliore di essi?
  • Posso legarlo, nella descrizione, a eventi della mia storia personale, o della storia nazionale, o mondiale?
  • Posso descriverlo in modo divertente? (Se la risposta è no, perché il tuo libro non ha nulla di umoristico, non preoccuparti: naturalmente va bene così!)
  • Posso descriverlo con un’affermazione che avrà un considerevole impatto emotivo su chi la ascolterà o la leggerà?

Una volta che hai elaborato le risposte, prova a mettere per iscritto alcune frasi che riflettano i concetti che vi hai espresso. Poi leggile, e rileggile, e riscrivile, finché non avrai ottenuto un sunto del tuo lavoro che, esposto a voce, non porti via più di 30 secondi.

E adesso che ce l’hai, usalo! Esponilo ai tuoi familiari e agli amici più stretti. Ascolta i loro commenti e miglioralo finché non ti convincerà del tutto. Buon lavoro!

3 commenti a: Di cosa parla il mio libro?

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